La terra trema – sabato 29 novembre 2008

novembre 2008, 4, martedì -- permalink

Locandina de La terra tremaPresso il baretto del Leoncavallo, via Watteau 7, Milano.

h 17 Degustazione guidata: il Vino a cura di Gigi Brozzoni

h 18 La roncola dalla parte del manico. Discussione pubblica su Territorio, Agricolture e Cemento nell’anno dell’elezione di Milano EXPO 2015
Partecipano: C. Bianchetti (Politecnico To), R. Brambilla (Rete Lilliput), C. Casti (Governatore di Slow Food Italia), D. Finiguerra (Sindaco di Cassinetta di Lugagnano), S. Passerini (Agricoltore), P. Santeramo (Presidente CIA Lombardia Milano Lodi), A. Savi (s.o.s Fornace). Coordina: Paul B (La Terra Trema)

h 19 Fratelli di TAV documentario di M. Luppichini e C. Metallo

h 20 Gastronomie Autonome: Cena a Filiera Zero nella Cucina del Leo

h 20 Biutiful cauntri documentario di E. Calabria, A. D’Ambrosio, P. Ruggiero

h 22 Concerto Enfance Rouge

Ulteriori informazioni sull’iniziativa (che dura 3 giorni, da venerdì a domenica): http://www.laterratrema.org/

Immagini della mente 2008

ottobre 2008, 30, giovedì -- permalink

Immagini della mente, locandina 2008E’ in programma per l’11 dicembre 2008 la quinta edizione del convegno interdisciplinare Immagini della mente. Quest’anno le discussioni saranno portate avanti attorno al tema particolarmente intrigante del desiderio.

Ecco una breve panoramica degli interventi:

Sessione della mattina
Chairman: Giovanni Lucignani – Elio Franzini (9-12.30)

- Stefano Puglisi-Allegra, Psicobiologia del desiderio

- Laura Boella, Desiderio e giudizio morale

- Marco Vecchia, L’oscuro oggetto della pubblicità. Nuove strategie del desiderio

- Carlo Altamura, Dal desiderio all’ossessione del desiderio

- Francesco Barale, Immagini del desiderio

Sessione del pomeriggio (15-18)
Chairman: Giulio Giorello – Giovanni Boniolo

- Nicoletta Vallorani, Il dito sulla mappa

- Cesare Lievi, Il desiderio e la scena

- Alberto Oliverio, Cosa significa desiderare?

Senza musica

ottobre 2008, 18, sabato -- permalink

sarei morta. (E’ un po’ forte, forse, ma rende l’idea, credo).

Giovanni Sollima, Daydream Part 1

Ricopiare nomi file cartella su file di testo

ottobre 2008, 3, venerdì -- permalink

Ho appena fatto una cosa che ai più sembrerà stupidina, probabilmente, ma io sono in un brodo di giuggiole perché scrivere 4 lettere nel cmd di Windows mi ha risparmiato almeno mezz’ora di lavoro da scimmia.

Ho una directory che contiene un centinaio di files.

Voglio elencare in un file di testo i nomi di questi file.

Basta aprire cmd, posizionarsi nella cartella che contiene i file con cd percorso cartella (il percorso si copia dalla barra dell’indirizzo di Esplora risorse e si incolla nel cmd cliccando con il tasto destro del mouse > incolla) e scrivere:

dir /B /A-D> nome-file.txt

In questo modo nella cartella in questione si crea un file di testo di nome nome-file.txt il cui contenuto è l’elenco dei nomi dei file contenuti nella cartella.

Stupefacente! (Lo so forse l’entusiasmo è eccessivo, ma l’utilità del computer si vede anche da cose così piccole)

E’ passato un mese…

settembre 2008, 28, domenica -- permalink

…da quando mi sono trasferita da sola in pianta stabile nei miei (temporaneamente miei) 60 metri quadri. Un mese non è tanto tempo, e forse è troppo presto per pretendere di avere capito davvero come sta andando, ma ho voglia di scrivere due pensieri, in questa sera in cui ringrazio Dio di avere creato la musica e di avermi dato la connessione ad Internet.

Ho imparato che bisogna mettere i guanti quando si usa la candeggina, che è del tutto inutile che io comperi cipolle a “reti” perché poi non so cosa farmene, che stirare non è male, che le patate non reggono più di un mese nell’armadio, che non è complicato ricordarsi di portarsi appresso le chiavi di casa.

Sto valutando sul campo il potere d’acquisto del mio stipendio, che è buono, ma certo non posso scialare.

Pensavo che vivere in autonomia mi avrebbe aiutato a tirare fuori la mia femminilità, che da qualche parte deve pur essere, visto che sono una donna; pensavo che avrei avuto modo di dedicarmi di più al mio corpo, che avrei avuto più stimoli a curare la mia immagine, all’insegna dell’eleganza, nel volto e nell’abbigliamento. Invece ancora mi mangio le dita, di truccarmi vado avanti a non avere voglia, e ancora mi vesto un po’ come capita. Certo arrivare ogni mattina in lavoro col motorino probabilmente non giova.

Pensavo che avrei avuto la casa sempre piena di gente. Oddio, proprio piena di gente no; diciamo che pensavo avrei avuto spesso ospiti. Ma ho pochi amici, e quelli che abitano a Como si contano su una mano, e non sono avvezza a dare feste. Le conclusioni sono piuttosto ovvie da tirare.

Pensavo che avrei cominciato a “vivere” Como. Ma in giro la sera da soli qui a Como è più deprimente che stare a casa a rammendare le calzette.

L’altro ieri sono stata fuori la sera fino alle 3, e, per la prima volta in trent’anni, non avevo da rendere conto a nessuno dell’orario di rientro. Il che da una parte ha significato la mia indipendenza di movimento, e dall’altra ha significato che a casa non v’era nessuno ad aspettarmi, nessuno da cui tornare.

Sono uscita dall’ovile per ritrovarmi, per dimostrami di essere capace di andare nel mondo sulle mie sole gambe, per avere autonomia decisionale, per avere del silenzio in cui tornare a pensare. Sono in grado di sopravvivere, questo è assodato; silenzio ne ho in abbondanza, ma sono lungi dall’avervi ritrovato un equilibrio. La verità è che mi sento semplicemente molto sola, e da sola non mi basto, non mi piace.

Ho accolto l’avvento di Internet in queste quattro mura come una benedizione non perché ne avessi realmente “bisogno”. Certo fa comodo, ma il vero motivo per cui Internet è benedetto è perché mi fa compagnia. C’è la musica, c’è la gente che scrive e che io posso leggere, c’è Skype, c’è Facebook: modi variegati di riempire questo tempo in cui ci siamo solo io e la mia gardenia.

Bon. Va così. Stasera sono davvero triste.

Black Balloons Energy Saving Campaign

settembre 2008, 22, lunedì -- permalink

Yearbookyourself

settembre 2008, 11, giovedì -- permalink

My yearbook photoIn ufficio è scoppiata l’epidemia: tutti su Skype ci siamo messi una nuova immaginetta…la foto della nostra faccia ritoccata su http://www.yearbookyourself.com. A sinistra ci sono io in versione 1992.

Non c’è neache daspiegare come funziona, provate!

Attenzione attenzione: causa dipendenza e riso incontrollato.

Forme di rispetto

agosto 2008, 15, venerdì -- permalink

Ho avuto le chiavi di “casa mia”, il buchetto in cui andrò a stare non appena riesco a sistemarlo.

L’inquilina precedente mi ha lasciato in dotazione un porcile. Niente di rotto, ma ci sono angoli della casa decorati da sporco atavico, ovviamente l’appartamento è stato imbiancato l’ultima volta nel cenozoico, capelli ovunque, micetti di polvere che rotolano, oggetti sparsi per la casa (”oggetti” vuol dire rasoio nella vasca da bagno, sabbia per terra, televisore rotto nell’armadio, calzini ovunque, flaconi vari vuoti, tè sfuso sul divano, ecc ecc), frigo e freezer pieni, lavatrice in condizioni pietose.

Telefono infuriata all’agenzia, che ho pagato fior di quattrini, l’agenzia sente l’inquilina, mi ritelefona con il seguente messaggio: “Bhe si ritenga fortunata, l’inquilina che se ne va l’ha trovato più sporco di come l’ha lasciato. Dice che quello che trova in giro può buttarlo nel sacco nero”.
In pratica quindi l’agenzia mi ha fornito questa preziosissima consulenza al termine della quale adesso so che ho il permesso di ripulire la sporcizia. Peccato che la mia richiesta fosse: fate sistemare questo disastro, la padrona non ha per le mani lo stramaledetto mese di cauzione da utilizzare allo scopo?

Anche se così fosse stato, tuttavia, la padrona non sarebbe stata tenuta a fare nulla perché, a quanto pare, regna sovrano il criterio “L’inquilino lascia la casa nello stato in cui l’ha trovata”.

E tutti a dirmi: “Eh ma è normale quando entri in un appartamento in affitto”; “Dai, quando vai via anche tu non dovrai preoccuparti di pulire, visto che l’hai trovato sporco”.

Ora, trovo questi discorsi molto “all’italiana”. Io non sono contenta di aver trovato l’appartamento sporco perché così posso lasciarlo sporco, e mi sembra pazzesco che sia “normale” agire nel più totale menefreghismo. Prima di andare pulirò e sistemerò per una questione di rispetto, nei confronti delle cose (mie e della proprietaria) e delle persone che verranno dopo di me.  Probabilmente da qualche altra parte in Europa gli affitti non seguono la logica del “Lasci l’appartamento come l’hai trovato”, ma del “L’appartamento va lasciato ordinato e pulito. Punto.”

SEO Bible – Jerri L. Ledford

agosto 2008, 8, venerdì -- permalink

Lettura conclusa qualche tempo fa, non che dica qualcosa di particolarmente illuminante se alla SEO ci si fa attenzione da un po’, ma raccolgo qui gli appunti presi, a mo’ di bigino.

L’appunto generale è:
Don’t design your website for SEO. Build it for users, with SEO as an added strategy for gaining exposure. Always keep the user in mind, first.

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Reduce dal rafting di compleanno

agosto 2008, 4, lunedì -- permalink

All'attacco di una rapidaIl 31 luglio il mio capo ha compiuto 40 anni, e ci ha portati tutti quanti in Valsesia a festeggiare con un bel rafting di compleanno.

Si pensava fosse un tentativo di decimarci e risparmiare un po’ sugli stipendi, invece è andato tutto bene…

La cronaca della giornata sta qui:

Bellissima giornata, bellissima serata, e penso che dalle foto si veda.