Disorientamento generazionale

16 novembre 2006, giovedì -- permalink

Ho un papà (classe 1930) che ha lavorato in un mondo che non c’è più: ha iniziato giovanissimo nella stessa ditta che lo ha visto andare in pensione. Credo non sappia nemmeno che cosa sia un curriculum vitae. Al lavoro ci andava tutti i giorni dalle – alle.

Lo vedo disorientato quando tenta di spiegare che lavoro faccio io ora, un lavoro che non produce nemmeno qualcosa di tangibile e immediatamente comprensibile.

E si vede che pensa che ci sia qualcosa che non va quando mi vede lavorare un giorno a Milano, una settimana a casa, una settimana a Milano.

Credo inoltre che fatichi anche a comprendere che non ho orari, per cui la volta che arrivo a casa alle 20 sono “in ritardo”, se arrivo alle 14 sono “in anticipo”, se ho il computer acceso all’una di notte ci dev’essere un problema…

Report – Ehilaà?

13 novembre 2006, lunedì -- permalink

Stasera a “Che tempo che faLuciana Littizzetto ha detto una cosa sacrosanta – e penso che in fondo tutti ce ne fossimo accorti, ma ce ne siamo accorti talmente in fondo che, in fondo, non ce ne siamo accorti: ogni domenica sera la Gabanelli con Report ti presenta, con le prove e i numeri, un’italietta piccola sprecona distratta meschina e disonestae il giorno dopo nessuno ne parla, in televisione intendo, di quello che si è detto.

Però per due giorni interi i telegiornali si premurano di annunciare e rilanciare una frase detta da Prodi sull’Italia che sta impazzendo, corredata da tutti i commenti, i fraintendimenti e le giustificazioni che ne sono seguite…

Talvolta mi sembra che i telegiornali si occupino solo di imbottirci le orecchie di cose di nessuna importanza e di scarsa aderenza alla realtà (vedi l’emergenza della…cos’era? ah, la pandemia dell’aviaria, che ha avuto il pregevole effetto di far vendere quantità spropositate di inutile vaccino antinfluenzale e il non meno rilevante effetto di mandare in crisi l’industria del pollo) per distogliere la nostra attenzione dai problemi veri.

E’ solo una mia impressione?

E’ arrivata Nicole

27 ottobre 2006, venerdì -- permalink

E’ nata domenica la prima figlia di una mia carissima amica, oggi sono andata a trovarle, sono bellissime tutte e due!

Lilypie : Free Baby Birthday Card

E’ un tempo questo in cui avere un figlio a 28 anni è un lusso, a meno che tu abbia un marito ingegnere e una casa di famiglia a disposizione.

O a meno che tu abbia deciso di lavorare, anziché portare avanti gli studi.

Per tutti gli altri è il tempo del “mutuo atipico“…

Castagne

1 ottobre 2006, domenica -- permalink

Non abito proprio a Como, ma un po’ fuori città, a Monteolimpino. Vicino casa mia c’è una bella collina, Cardina, e quando ho il “nervoso alle gambe” metto il guinzaglio al cane e vado a fare due passi nel bosco. E oggi ho trovto le prime castagne della stagione, lì, sul sentiero: sembrava di essere nel paradiso terrestre, in quell’epoca in cui la terra profondeva doni senza che venisse lavorata (o, più semplicemente, è arrivata la stagione in cui le castagne mature cadono dalla pianta e sono stata la prima persona del pomeriggio a passare di lì…normalmente si trovano solo ricci vuoti, anche il resto dei monteolimpinesi fanno razzia come me).

In cima alla collina c’era un laghetto qualche tempo fa (non ero ancora nata); quando ero piccola di laghetti ce n’erano due, i laghetti di Cardina, perché già ai tempi l’acqua si era abbassata di livello e non copriva più la stessa superficie. Oggi ho visto l’agonia dei laghetti: nonostante la pioggia di questi giorni si sono prosciugati, ed ora c’è solo un prato. Se n’è andato un pezzettino della mia storia personale.

Autunno

25 settembre 2006, lunedì -- permalink

Alla fine doveva pur arrivare l’autunno, anche se si dice da tanto tempo che “non ci sono più le mezze stagioni”.

La pioggia lenta e costante, quella che non ha più niente a che vedere con i temporali estivi.

I vetri appannati sulle carrozze delle Nord, rese puzzolenti dall’umidità.
E a Milano questo cielo bigio bigio, che anche se sei contento di tornare al lavoro ti fa cambiare idea, le pozze per terra dove meno te l’aspetti, la selva degli ombrelli in corsa. Qualche coraggioso in maniche corte, alcuni sovversivi senza ombrello e due o tre alternativi con un cappellino di lana andina sulla testa a coprire la calotta cranica e il resto che c’importa.

Lavoro e tempo libero

1 settembre 2006, venerdì -- permalink

Leggo stamattina su una rivista qualunque un pensiero Zen che recita: Chi è maestro dell’arte del vivere distingue poco tra il lavoro e il tempo libero.

E’ un pensiero che mi è già capitato di fare (e parlo per me, che ho un lavoro autonomo): avrebbe più senso imparare a lavorare “meglio” – ottimizzare i tempi, i costi, imparare a conseguire con eleganza gli obbiettivi richiesti e magari quel qualcosa in più che rende un lavoro pregevole, ma con grazia, non con immersione sacrificale, adoperarsi per ottenere un equilibrio equo tra il tempo e le energie richieste per un lavoro e il compenso che verrà – che lavorare lavorare lavorare “tout-court” durante ogni giorno della settimana e anelare nel frattempo al tempo libero del sabato, della domenica e delle vacanze.

Ora, raggiungere questo equilibrio spetta a me (fossi dipendente spetterebbe ai sindacati, alla lungimiranza del datore di lavoro? Con quello che si vede in giro tra cocoprò e coccodé vien quasi da sorridere per quanto “lungimiranza del datore di lavoro” suona fuori dal tempo), ma devo fare i patti con l’educazione che mi porto appresso, che dice che: il lavoro ha una dignità in sé che prescinde da tutto quanto scritto lì sopra. O no?