Musicovery: interactive webRadio

25 marzo 2007, domenica -- permalink

Trovo che musicovery sia geniale. Puoi selezionare la musica da ascoltare, in streaming, sulla base del mood, del ritmo, del genere musicale (e del mood all’interno del genere), del periodo storico.Ti viene presentato un percorso di ascolto tra brani coerente con i criteri di ricerca impostati; il percorso si può riprogrammare cliccando su uno dei brani.

Parte dell’aspetto geniale del progetto è che, se la canzone che hai in ascolto ti piace, la puoi acquistare direttamente sull’iTunes Store e su Amazon.

Peccato che non ci siano anche possibilità di ricerca convenzionali per un archivio, la ricerca per titolo e per autore: se vuoi ascoltare “tutto Morricone” non puoi, se vuoi ascoltare “tutta la colonna sonora di Dancer in The Dark” non puoi, devi lasciarti portare dalla scoperta, e a me questo “dover” sta un po’ stretto.

Agent Ransack

4 marzo 2007, domenica -- permalink

Agent Ransack serve a trovare file e informazioni sul nostro disco fisso (gira solo sotto Windows), e funziona egregiamente!

Si può cercare un file specifico utilizzando i parametri che vedete nello screenshot qui sotto (cliccateci sopra per ingrandire l’immagine) ed utilizzando espressioni regolari per ricerche più complesse.

l'interfaccia di Agent RansackSi può anche cercare un testo specifico nel contenuto dei file (cosa che torna parecchio utile ad esempio quando devi modificare una sola parola che sai essere presente in molti, molti file, ma non sai individuarli tutti): nella parte destra dell’interfaccia vengono elencati i file in cui la parola è stata individuata ed il loro percorso sul disco fisso, viene riportato il testo entro il quale si trova la parola (evidenziata), con l’indicazione della riga.

Lo si può scaricare gratuitamente in versione freeware.

Gli indispensabili

11 febbraio 2007, domenica -- permalink

Da qualche giorno ho inziato a lavorare su un nuovo pc (Windows), e mi son ritrovata per le mani non una tabula rasa, ma uno strumento, ovviamente, che non aveva niente di “mio”. Quindi: pronti, via, personalizzazione!

Primo su tutto: Firefox, senza il quale mi sento un po’ perduta. Ho importato i miei bookmarks e mi sono installata le estensioni per me più utili:

  • Google Browser Sync, di cui ho detto qualche tempo fa
  • Firebug: serve per ispezionare il DOM, debuggare ed editare “live” HTML, CSS e JavaScript.
  • Web Developer Toolbar: un pacchetto di strumenti utili per lo sviluppo, indispensabile davvero, è più utile provarlo che leggerne. NB: la funzione DOM Inspector funziona solo se il DOM Inspector è stato compreso nell’installazione di Firefox scegliendo l’installazione personalizzata. Si può riparare reinstallando Firefox.
  • View Source Chart: visualizza il sorgente della pagina evidenziando con colori diversi l’innestamento degli elementi, agevola la comprensione della struttura e della gerarchia degli elementi.
  • ColorZilla: contagocce, selettore colori e zoomer.
  • MeasureIt!: attiva un righello col quale misurare l’altezza e la lunghezza in pixel di qualsiasi elemento sulla pagina.
  • Linky: per aprire in una volta sola tutti i link presenti in una pagina o selezionare quali aprire.
  • SearchStatus: mostra il Page Rank di Google e l’indice di popolarità di Alexa, analizza la keyword density, evidenzia le keyword, indica i backward/related links e molto altro.
  • (aggiunta al 7 marzo: Save as Image: per avere lo screenshot delle pagine web senza la cornice del browser e anche i contenuti eccedono le dimensioni della finestra)

Ho anche aggiunto qualche motore di ricerca a quelli disponibili nella barra di ricerca: Creative Commons, Wikipedia, De Mauro, IMDB, Flickr Tags.

Ecco, a questo punto ho iniziato a sentirmi un po’ più a casa, operazione completata installando:

L’ultima nuova installazione è stata una nuova conoscenza: Skype, col quale per ora mi trovo gran bene.

Web Developer’s Handbook

30 gennaio 2007, martedì -- permalink

Web Developer’s Handbook è una impressionante raccolta di risorse per chi col Web ci lavora.

Il signor Vitaly Friedman ha tentato egregiamente un’operazione vecchia come il mondo: raccogliere ed organizzare il sapere esistente in categorie, che è quello che, ovviamente in piccolo, anche io ho tentato di fare nei miei bookmarks, che peraltro sono organizzati più o meno nelle stesse categorie che ha usato lui. Eccole, in ordine alfabetico:

  • accessibility checkers
  • add a link (free)
  • ajax
  • blogging
  • CMS & forum software
  • color patterns
  • color schemes, palettes
  • color theory
  • color tools
  • creativity
  • css daily reading
  • css galleries & showcases
  • css layouts
  • css navigation menus
  • css techniques
  • css theory
  • css: selected showcases
  • css: software & Firefox Extensions
  • css-web-tools & services
  • DOM
  • fashion: colors selection
  • fonts
  • freelancers
  • howtogetthingsdone
  • html-web-tools & services
  • javascript
  • miscellaneous tools
  • royalty free photos
  • RSS
  • seo references
  • seo tools
  • specifications
  • typography
  • usability & accessibility
  • web 2.0
  • web design daily reading

Linearemente è nato anche con l’intento di portare on-line i miei bookmarks, con qualche riga di descrizione che rendesse più evocativo ciascun link (lo so che c’è del.icio.us, ma volevo un archivio “mio”)…quando trovo in Rete questi archivi di archivi di archivi l’intento appena citato si mostra sotto una luce che lo fa apparire semplicemente come inuile, un po’ come se stessi reinventando la ruota.

The W3C Quality Assurance Toolbox

26 gennaio 2007, venerdì -- permalink

Ovvero i validatori e gli strumenti di test messi dal W3C a disposizione di chi produce pagine web per passarle al vaglio delle specifiche e correggere gli eventuali errori:

Utile anche il Semantic Data Extractor, che dà una panoramica della struttura della pagina web che si passa al validatore  sulla base dell’utilizzo dei titoli.

Svariati motivi per cui amo Gmail

11 gennaio 2007, giovedì -- permalink

Ormai mi ci sono affezionata!

Le mail vengono di default organizzate in conversazioni.

  • Si può comprimere o espandere la visualizzazione delle mail che stanno nella conversazione.
  • Si può lanciare la stampa dell’intera conversazione con una sola operazione.
  • Con una sola operazione si può anche forwardare l’intera conversazione.
  • Si può cestinare l’intera conversazione o anche solo singoli messaggi all’interno di essa. E si può anche annullare l’operazione semplicemente cliccando su un “Undo” che compare quando si cestina qualcosa.
  • La si può aprire in una nuova finestra del browser (l’intera conversazione, no?), come anche si può fare per ogni messaggio.

Per organizzare le mail non c’è bisogno di archiviarle in directory: le si può tenere tutte nella Inbox, basta taggarle con parole chiave (una o più, o con una stella, che è come dire “mail importante”) e poi si possono visualizzare solo le mail che hanno associata una specifica parola chiave.

E’ a disposizione una chat integrata, e come si cercano le mail si possono ricercare anche i log delle chat, che vengono archiviati.

Che dire della gestione dello spam? Che funziona!

Si possono cancellare definitivamente, con un passaggio solo, tutte le mail cestinate o tutte le mail classificate come spam (che pure vengono cancellate automaticamente dal server dopo un tot di giorni), se prorprio le si vuole cancellare, perché c’è anche da dire che con 2800 MB (and counting…) di spazio a disposizione non c’è il rischio di avere una “mailbox full”.

Ah bhè, certo: una volta che si effettua il login su Gmail si entra nel proprio account su Google, e da Gmail si possono raggiungere, rimanendo loggati, tutti gli altri servizi di Google che sono stati attivati.

E poi, vogliamo parlare del design della pagina? Arioso e ordinato, leggero e fermo, soprattutto. Le poche volte che ancora leggo la mia casella di posta su Libero mi viene il mal di mare: primaviene scaricato un banner in movimento di dimensioni imbarazzanti, poi il resto delle pubblicità, ed infine le mail.

Anche la notifica delle nuove mail arrivate è discreta ed efficace per chi usa Firefox e la navigazione a TAB come me: la dicitura riportata sulla scheda di Gmail è “Gmail – Inbox”, che diventa “Gmail – Inbox (1)” non appena in Inbox arriva una mail.

E’ talmente comodo da usare che uno si dimentica che la posta che legge sta sui server di Google, e quindi non si premura di scaricarla sul computer. Qualche tempo fa era capitato che non riuscissi ad accedere a Gmail: e’ stato lì che ho realizzato che se quelli di Google impazzissero e decidessero di eliminare il servizio dalla faccia della terra mi perderei una quantità non irrilevante della mia corrispondenza elettronica.

Rename

30 dicembre 2006, sabato -- permalink

In questi giorni ho avuto necessità di rinominare più volte una quantità notevole di file nominati in modo uniforme – tipo: Fig01_01.tif, Fig02_01.tif, eccetera, penso si capisca cosa intendo – su Windows.

Nel regno dell’interfaccia grafica scopro la salvezza nel prompt dei comandi e nel comando rename, che funziona così:

  1. Avviate il prompt dei comandi da Start\Programmi\Accessori\Prompt dei comandi.
  2. Se i file non stanno in C: (default) spostatevi nella partizione del disco fisso in cui si trovano i file che volete rinominare. Basta digitare il nome del disco fisso seguito dai due punti (ad esempio D:) e premere Invio.
  3. Spostatevi nella directory in cui stanno i file: cd nome_della_directory.
  4. Rinominate i file. Nello scrivere il nome del file che va rinominato utilizzate un punto di domanda per ogni lettera che va mantenuta invariata, riportate underscore o trattini e i punti, utilizzate un asterisco per i caratteri che si possono trascurare.

Faccio un esempio ché così si capisce meglio.

Per rinominare Fig01_01.tif (e Fig02_01.tif e così via fino a Fig99_01.tif) in Fig01_02.tif (e così via fino a Fig99_02.tif) posizionatevi nella directory giusta e scrivete:

rename ?????_01.* ?????_02.*

A me questa cosina qui ha fatto risparmiare un sacco di tempo. Ovviamente torna utile se avete file nominati secondo una convenzione costante, altrimenti ciccia.

Consiglio utile nr 1: utilizzate il tasto TAB per completare automaticamente i nomi dei percorsi, si risparmia tempo e si evita di scrivere in modo sbagliato i nomi delle directories.

Consiglio utile nr 2: utilizzate i tasti freccia per far scorrere la cronologia dei comandi. In questo modo eviterete di dover riscrivere tutto daccapo ogni volta che cambia solo qualche lettera negli argomenti del comando.

Applicazioni on-line per l’organizzazione di eventi

21 dicembre 2006, giovedì -- permalink

Letta la newsletter quasi quotidiana di Apogeo mi appunto qui (non si sa mai…) la mirabolante lista dei tool on-line che si possono utilizzare per l’organizzazione di eventi, dal “todo” alla pubblicazione del programma di una o più giornate, dall’iscrizione dei partecipanti alla disposizione degli stessi attorno ad un tavolo.

Mi frullano nella testa le due domande tipiche di questi casi (come per gmail, che pure uso con passione):

  1. la privacy (anche se ormai…tra telefonini, pagamenti elettronici e tessere del supermercato sembra un po’ come combattere contro i mulini a vento)?
  2. fino a quando questi servizi rimarranno gratuiti?

Ad ogni modo eccoli.

Remember the Milk per la gestione dei “todo”, con alcune interessanti caratteristiche in più: la possibilità di localizzare su mappa il luogo del da farsi, la possibilità di ricevere dei reminder via email o via sms, la possibilità di creare liste di todo condivise. Da qualche tempo alcune funzioni di Remember the Milk sono integrate in Google Calendar, deputato alla gestione degli appuntamenti.

Event Wax per l’organizzazione degli eventi (una giornata), dalla pubblicazione di notizie sull’evento alla resgistrazione (a pagamento o meno) dei partecipanti, alle notifiche ai partecipanti.

Simple Seating per organizzare la disposizione degli invitati attorno ad un tavolo.

A conclusione di qualsiasi lista del genere, dove i servizi prevedono una registrazione tramite username e password che vanno ad aggiungersi alle altre millanta coppie di username e password che usiamo (e che alla fine…un po’ s’assomigliano) aggiungo un progetto di Nicola Mattina: PassPack, “Free, Secure Online Password Manager”, che richiederà anche lui la sua password, ma allo scopo di gestire tutte le altre.

Il servizio rimane gratuito solo finché è in beta e si annuncia come sicuro e anonimo (nel senso che non c’è modo di collegare i dati raccolti dall’applicazione alla persona fisica che la utilizza), rispondendo in questo modo alle mie domande 1 e 2.

On-line image resizer

2 dicembre 2006, sabato -- permalink

Può capitare no? Serve ridimensionare un’immagine, ma sottomano non c’è un programma di gestione delle immagini, oppure bisogna farlo fare a qualcuno che proprio proprio non è capace.

Ci sono due servizi on-line che fanno proprio questo e che per lo più funzionano allo stesso modo: si carica sul loro server l’immagine che vogliamo ingrandire o rimpicciolire, si specificano le dimensioni desiderate dell’immagine finale e si lancia il ridimensionamento.

Uno è ResizR:

  • al momento gestisce solo file .jpg;
  • si può stabilire una larghezza arbitraria per l’immagine finale (max 1024 pixel; si indica solo la larghezza perché il rapporto larghezza-altezza viene mantenuto), il che torna utile se sappiamo già le dimensioni in pixel che deve avere l’immagine finale;
  • si può anche ruotare l’immagine;
  • si possono ridimensionare sia immagini che abbiamo in locale sia immagini che risiedono online;
  • 60 minuti dopo che abbiamo caricato la nostra immagine loro la cancellano dal server.

Un altro è Quick Thumbnail:

  • gestisce gif, jpg, jpeg e png;
  • consente un ridimensionamento arbitrario dell’immagine in percentuale
  • dà la possibilità di scelta tra dimensioni “fisse” o “standard” (max 1600X1200; suppongo che questo possa rendere più facile capire che opzione scegliere, soprattutto per chi non ha competenze specifiche);
  • dai loro server l’immagine viene cancellata 10 minuti dopo che l’abbiamo caricata.

Improving Link Display for Print

31 ottobre 2006, martedì -- permalink

Uno degli inconvenienti che si incontrano quando si stampa una pagina web è che dei link non viene stampato l’indirizzo di destinazione, che è evidentemente l’informazione utile nel collegamento.

Eric Meyer aveva proposto tempo fa una soluzione basata su una regola CSS, la quale soluzione funziona a meraviglia su tutti i browser tranne che su Internet Explorer (non viene interpretata nemmeno da IE7…).

Data l’esistenza del maledetto IE e data l’esigenza di avere stampati gli indirizzi di destinazione dei link ho trovato assolutamente utile e brillante questo articolo di AAron Gustafson su A List Apart: con qualche riga di JavaScript (messa a disposizione e spiegata) si fa in modo che nella versione a stampa della pagina web vengano presi tutti gli indirizzi dei link e stampati come note a pié di pagina. Laddove JavaScript fosse disabilitato subentra la soluzione di Meyer.

Potete vedere come funziona stampando una delle pagine del sito.