Porte aperte

26 novembre 2006, domenica -- permalink

Oggi sul pannello elettronico per le segnalazioni relative alla viabilità che svetta in corrispondenza dell’incrocio principale della strada più importante del posto in cui vivo (fiuu, che tirata…era per dire che è messo in una posizione importante e ben visibile, insomma) campeggia la seguente scritta:

“Divieto di circolazione fino al 31 marzo per i veicoli non catalizzati.”Marzo. Non “dicembre”, non “gennaio”, marzo. Ovvero: abbiamo l’aria sporca da far schifo (noi a Como che siamo in una valle circondata da boschi).

Ogni inverno si invita ad abbassare di due gradi la temperatura di casa nostra, puntualmente si ricorda di privilegiare gli spostamenti con i mezzi pubblici e di lasciare l’automobile in garage, ogni estate arrivano notizie di cicloni inondazioni incendi eccetera, si sa: il pianeta ha la febbre, lo strato di ozono che sta sulla nostra testa è pieno di schifezze, da qui l’effetto serra.

Non si può fare finta di niente: queste cose ci riguardano tutti, e non sono un segreto.

Ecco allora mi chiedo che cosa spinga alcuni grandi e piccoli magazzini lombardi tipo Coin e Bata a lasciare le porte spalancate d’estate – quando l’aria condizionata è sparata a palla per tenere fresco – e d’inverno – quando il riscladamento è sparato a palla per tenere caldo.

Boh. Non è che la gente entri a frotte perché non deve spingere la porta con la manina… E anche se così fosse non è comunque un comportamento giustificabile.

Piccineria

7 novembre 2006, martedì -- permalink

In Molise Forza Italia si è affermata come prima forza politica della regione.

La voce della Sinistra: “Mah…è solo un dato locale”.

La voce della Destra che più che sorridere, nelle interviste, sogghigna: “E’ un segno lampante della sconfitta della Sinistra, i cittadini italiani non la vogliono”.

Ovviamente avesse vinto la Margherita i commenti sarebbero stati invertiti, con trionfalismi da una parte e minimizzazioni dall’altra, in entrambi i casi attribuendo quindi al dato regionale un valore di portata nazionale.

Ecco a me questa politica qui fatta di ripicche sembra proprio una faccenda di bambini che fanno la gara a chi “arriva uno”, e direi anche che mi annoia, perché non si poteva non sapere che i commenti sarebbero stati quelli che appunto sono stati.

E così, ciclicamente, a mo’ di disco rotto, salta fuori Marini in televisione a dire che “bisogna stemperare i toni del confronto politico”.

Le mamme

6 novembre 2006, lunedì -- permalink

Le mamme talvolta sembrano che abbiano come missione nella vita quella di farti venire il nervoso.

(E’ anche vero che vivendo ancora con loro in un’età in cui sarebbe biologicamente normale sensato produttivo e liberatorio avere già costitutito un proprio nucleo familiare le occasioni di uno scontro generazionale non possono che aumentare.)

Esempio 1: disordine percepito vs disordine effettivo
“Ah quando imparerai a mettere in ordine le cose… ” – entra trionfante in camera mia portando una scatolina che cinque minuti prima avevo lasciato sul divano del tinello.

Domanda 1: perché “quando imparerai?” ti sembra forse che in casa non ci si possa muovere a causa del mio disordine?

Domanda 2: perché fai la fatica di riportarmi indietro l’oggetto abbandonato? Fa’ in modo di farmi arrangiare da me e vedrai che le cose tornano al loro posto senza il tuo fulmineo intervento.

Domanda 3: perché non mi dai nemmeno il tempo di tornarci, in tinello? Avevi voglia di borbottare un po’ e hai colto la palla al balzo?

Ovviamente la scena si ripete da anni, sennò un “Oh, grazie!” sarebbe stato probabilmente più sensato.

Abbassa il volume, per favore

14 ottobre 2006, sabato -- permalink

Oggi e ieri mi è capitato, sul treno, di dover cambiare posto: non riuscivo a leggere perché avevo nelle orecchie la voce, davvero alta di ragazzi con qualche anno in meno di me, probabilmente neoiscritti all’università.

Ieri avevo alle spalle un ragazzo che con la sua amica stava “facendo i cruciverba” e leggeva le definizioni come se dovesse partecipare al gioco anche il macchinista. Di fianco a me invece c’erano tre ragazze che parlavano “di quello lì e di quella là”. A nulla sono servite le occhiate da zia acida…

Oggi avevo di fianco un ragazzo ed una ragazza, impegnati in una conversazione del tenore “quello lì mi sta simpatico quella là è una racchia”.

Ora, a parte il deprecabile malcostume – oramai diffusissimo – di sventolare i propri panni sporchi davanti a sconosciuti, e di raccontare qualsiasi cosa in presenza di chiunque, al telefonino soprattutto quello che mi ha stupito è stato proprio il volume: da non riuscire a non ascoltare.

Probabilmente a furia di passare 24 ore su 24 con le cuffiette nelle orecchie stanno diventando tutti un po’ più sordi

E-mail

4 ottobre 2006, mercoledì -- permalink

Perché se hai un indirizzo email e lo comunichi ai tuoi simili come uno dei tuoi recapiti poi leggi la posta sì e no una volta alla settimana?

Perché se ti chiedo di comunicare via mail sulla definizione delle questioni di lavoro mi telefoni o vuoi a tutti i costi parlare? Ok, ci troviamo e parliamo, come preferisci, ma poi lo sai che ti chiedo un report per mail di quello che ci siamo detti – verba volant, e poi succede che ci si ritrovi a questionare su quali erano gli accordi presi e i tempi relativi. E allora perché non ci risparmiamo un po’ di nervoso e un po’ di tempo passato a tirare la corda?
E, soprattutto, perché se ti scrivo per avere delle risposte anche una volta che hai letto la mia mail devo inseguirti fisicamente per averla, la risposta che ti ho chiesto? Se non trovi il tempo di elaborare un riscontro sensato alle mie parole dimmelo, ma quanto meno fammi capire che la comunicazione ti è arrivata.

Assurdo ma non troppo

28 settembre 2006, giovedì -- permalink

Assurdo, ma non così raro per un libero professionsta: mi trovo ad inseguire un cliente per il pagamento di una fattura che ho emesso a maggio. Notevole il fatto che con il dovuto al massimo ci compro un paio di pantaloni.

Io mi vergognerei a farmi inseguire perché devo ad una persona quattro soldini, ma evidentemente non per tutti è così.

Interruzioni pubblicitarie

27 settembre 2006, mercoledì -- permalink

Dev’essere che alla RAI hanno assunto dei sadici per stabilire dove posizionare le pause pubblicitarie (in cui il volume – nonostante le proteste degli ultimi tempi – sale quasi il doppio), degli spostati, killer senza sensibilità, macellai delle emozioni, automi.

Ieri sera davano L’ultimo samurai, non so se avete presente. Hanno interrotto

  • A META’ dell’attacco ninja a Katsumoto, A META’…roba da non crederci
  • e subito dopo che i soldati che hanno ucciso Katsumoto a furia di colpi di protomitragliatrici – lui, un guerriero portatore di una tradizione plurisecolare, lui, l’eroe, lui, la causa – si propstrano al cospetto del suo cadavere per rendergli onore. Un momento del tutto privo di pathos, no?

Un nervoso…