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	<title>Linearemente.it &#187; Libri che leggo</title>
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	<description>raffaella in Rete, raffaella e la Rete</description>
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			<item>
		<title>La passione di Raffaella per Stefano Benni</title>
		<link>http://www.linearemente.it/2009/02/07/la-passione-di-raffaella-per-stefano-benni/</link>
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		<pubDate>Fri, 06 Feb 2009 22:13:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>raffaella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri che leggo]]></category>

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		<description><![CDATA[Stasera niente film, basta Internet: spengo tutto, mi metto comoda sul divano e attacco a leggere Spiriti, di Benni, dopo aver divorato Saltatempo.
Mi piace l&#8217;uso generoso che Benni fa della lingua italiana, il modo in cui gioca leggero con le parole, attraversando più registri nella stessa pagina, mischiando termini ricercati a parolacce, a parole inventate [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Stasera niente film, basta Internet: spengo tutto, mi metto comoda sul divano e attacco a leggere <strong>Spiriti</strong>, di Benni, dopo aver divorato <strong>Saltatempo</strong>.</p>
<p>Mi piace l&#8217;<strong>uso generoso</strong> che Benni fa <strong>della lingua italiana</strong>, il modo in cui gioca leggero con le parole, attraversando più registri nella stessa pagina, mischiando termini ricercati a parolacce, a parole inventate di sana pianta, e sempre così evocative.</p>
<p>Mi piacciono le allusioni pungenti alla politica contempoanea &#8211; in Saltatempo la televisione è &#8220;il balcone da cui parlano i beniti dei nostri tempi.</p>
<p>Mi piacciono le sue creature e i loro mondi in cui sogno e realtà vanno a braccetto.</p>
<p>E stasera scopro per caso che la comunità dei lettori appassionati ha creato per Benni addirittura un&#8217;enciclopedia online, la <a href="http://www.bennilogia.org/index.php/Bennilogia" title="L'enciclopedia su Stefano Benni">Bennilogia</a>!</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>SEO Bible &#8211; Jerri L. Ledford</title>
		<link>http://www.linearemente.it/2008/08/08/seo-bible-jerri-l-ledford/</link>
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		<pubDate>Fri, 08 Aug 2008 17:44:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>raffaella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Libri che leggo]]></category>

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		<description><![CDATA[Lettura conclusa qualche tempo fa, non che dica qualcosa di particolarmente illuminante se alla SEO ci si fa attenzione da un po&#8217;, ma raccolgo qui gli appunti presi, a mo&#8217; di bigino.
L&#8217;appunto generale è:
Don&#8217;t design your website for SEO. Build it for users, with SEO as an added strategy for gaining exposure. Always keep the [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lettura conclusa qualche tempo fa, non che dica qualcosa di particolarmente illuminante se alla SEO ci si fa attenzione da un po&#8217;, ma raccolgo qui gli appunti presi, a mo&#8217; di bigino.</p>
<p>L&#8217;appunto generale è:<br />
<cite>Don&#8217;t design your website for SEO. Build it for users, with SEO as an added strategy for gaining exposure. Always keep the user in mind, first.</cite></p>
<p><span id="more-306"></span></p>
<p><strong>SEO assessment</strong>:</p>
<ul>
<li>Pianificare ogni quanto va aggiornato il sito e da chi</li>
<li>6 mesi per vedere i risultati</li>
<li>ripianificare le attività di SEO ogni 4 mesi</li>
<li>Ripianificare le keyword utilizzate per puntare su quelle più efficaci e sostituire quelle che non convertono o non aiutano nel posizionamento.</li>
</ul>
<p><strong>Criteri importanti</strong>:</p>
<ul>
<li><strong>inbound links</strong>: con anchor text rilevanti per il ns mercato. Per ottenere inbound links scrivere articoli interessanti, press releases con link a noi nel footer, recuperare review ai propri prodotti, non creare siti farlocchi per fare in modo di avere link inbound.</li>
<li><strong>outbound links</strong>: rilevanti e non troppo numerosi; non linkare a siti spam/link farm; non creare pagine che contengono solo link; non lasciare in giro broken links; evitare il crosslinking (a meno che non abbia realmente senso).</li>
<li>site popularity</li>
<li><strong>link context</strong>: usare link contestualizzati, non linkare indisciminatamente tutti i siti di un network da tutte le pagine di un sito</li>
<li>topical links</li>
<li><strong>title tags</strong>: 50 chars spazi inclusi; call to action; non ripetere kwd; evitare articoli e preposizioni, che vengono ignorate e occupano spazio. Un buon title contiene targeted kwds, aiuta ad affermare il brand, è concisoe cattura l&#8217;attenzione, è univoco (e non va ripetuto nel meta description) e correlato al contenuto della pagina.</li>
<li><strong>keywords</strong>: keyword density 5-7% (rapporto tra le kwd e le parole presenti in pagina); scegliere kwd rilevanti, ma specifiche = traffico più qualificato</li>
<li><strong>content</strong>: contenuti aggiornati, originali, pertinenti, coinvilgenti, senza errori, paragrafi brevi, spaziati, con elenchi, usare gli headings, contenuti unici (evitare reprints, content scraping e site mirroring; per verificare che ns contenuti non siano duplicati usare <a href="http://www.copyscape.com/" title="Copyscape">http://www.copyscape.com</a>, <a href="http://www.cyberalert.com/" title="Cyberalert">http://www.cyberalert.com</a>)</li>
<li>site maturity</li>
<li>quante volte gli utenti cliccano sul nostro risultato nelle SERP</li>
<li>nome di dominio: usare i nomi del prodotto, non il nome della società</li>
<li>evitare SEO spam = duplicate content, crosslinking farlocco, pagine con solo link</li>
</ul>
<p><strong>Limiti di spazio</strong>:</p>
<ul>
<li>title tag: max 60-65 chars</li>
<li>meta description: 200-250 chars</li>
<li>pagina web interessante per i motori: non meno di 250 parole</li>
<li>sitemap.xml: non deve avere più di 50mila url, non deve pesare più di 10MB, non devono essere più di 1000.</li>
</ul>
<p><strong>Creare ad che convertono:</strong></p>
<ul>
<li>non puntare su kwd per cui il sito non ha contenuti</li>
<li>non spendere molto su parole ad alta competizione ma che non portano traffico che converte</li>
<li>raffinare la lista delle kwd: eliminare tecnicismi, eliminare kwd troppo competitive</li>
<li>usare le kwd nel titolo</li>
<li>nel testo avere un call to action</li>
<li>differenziarsi dagli ad dei competitors</li>
<li>elencare caratteristiche/vantaggi del prodotto</li>
<li>non scrivere annunci vaghi o generici, ma annunci che dicano esattamente quello che si trova cliccando, ed avere delle landing pages correlate specifiche</li>
<li>usare parole forti, che rimangono impresse: le kwd generiche costano di più e convertono di meno</li>
<li>dayparting</li>
<li>migliorare i tassi di click-through includendo sconti, offerte, concorsi negli ad; se sono competitivi includere anche i prezzi; creare un senso di urgenza (offerte a scadenza)</li>
</ul>
<p><strong>Landind pages</strong>:</p>
<ul>
<li>evitare il kwd stuffing nelle landing pages (max 10%)</li>
<li>per misurare l&#8217;efficacia delle landing pages separatamente dall&#8217;efficacia della restante attività di SEO: devono essere non spiderabili e non linkate dal sito</li>
<li>devono essere un&#8217;estensione degli ad: utilizzare i titoli per mostrare la correlazione, ripetere il call to action, parlare di quanto annunciato dall&#8217;ad, dare modo di completare il call to action e convertire (che sia una vendita o l&#8217;iscrizione alla newsletter).</li>
<li>considerare l&#8217;ipotesi di mostrare ad correlati.</li>
<li>rapporto: 1 ad -&gt; 1 landing page</li>
<li>test test test: creare 1 pagina di controllo e fargli fare un po&#8217; di storico, poi mettere online, contemporaneamente, un ad di test che si usa per sperimentare e confrontare i due risultati. Nell&#8217;ad di test va cambiato un elemento per volta (titolo, kwd, call to action, testo, landing page). Per testare deve essere chiaro lo scopo dell&#8217;ad: aumentare il traffico? aumentare la conversion?</li>
</ul>
<p><strong>robots.txt (www.robotstxt.org):</strong></p>
<ul>
<li>va nella root del dominio, serve per evitare che determinate url vengano lette dagli spider</li>
<li>per comandare crawlers specifici elencarli per primi</li>
<li>attenzione: mai usare un robots.txt vuoto: è interpretato come un user-agent: *, disallow: /</li>
</ul>
<p><strong>sitemap.xml</strong>:</p>
<ul>
<li>serve per dire ai motori quali url includere nell&#8217;indice</li>
<li>le url che possono essere incluse nella sitemap dipendono da dove si trova la sitemap nella struttura del sito. Una volta generata la sitemap bisogna dire al robots.txt dove la sitemap si trova.</li>
<li>&lt;sitemapindex&gt;: elenca tutte le sitemap se ce n&#8217;è più d&#8217;una</li>
</ul>
<p><strong>Social Media Optimization</strong>:<br />
Due asperri del SEO nel Social Media Marketing:</p>
<ol>
<li>viral content creatione  promotion (via blog)</li>
<li>reputation management e social network marketing</li>
</ol>
<ul>
<li>utilizzare i social media per diffondere news su di noi: distribuire il sito anziché ottimizzarlo -&gt; traffico</li>
<li>non arrivare nei social media solo per vendere qualcosa: è prima di tutto unirsi ad una comunità, partecipare e creare relazioni</li>
<li>valore dei social media dettagliato su <a href="http://www.marketingexperiments.com" title="Marketing Experiments">http://www.marketingexperiments.com</a></li>
<li>think in terms of &#8220;What can I give&#8221; instead &#8220;What can I get&#8221;.</li>
<li>Partecipare nei social media come individui e non come aziende</li>
<li>Definire gli scopi sulla base dei quali misurare il successo del piano diSocial Optimization</li>
<li>Monitorare in quanti sottoscrivono l&#8217;RSS, in quanti linkano a noi, in quanti sono connessi a noi su Facebook, Flickr ecc, quante volte il nostro contenuto è stato taggato</li>
</ul>
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		<title>Il mondo nuovo &#8211; Aldous Huxley</title>
		<link>http://www.linearemente.it/2007/07/20/il-mondo-nuovo-aldous-huxley/</link>
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		<pubDate>Thu, 19 Jul 2007 22:00:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>raffaella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri che leggo]]></category>

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		<description><![CDATA[Il mondo nuovo data 1932.
Qui si racconta di una società totalitaria in cui la vita delle persone è completamente pianificata nel nome del progresso e della stabilità, dalla venuta al mondo all&#8217;evento della morte, e in cui emozione e sentimento sono sacrificati in cambio del mero benessere fisico.
Un mondo suddiviso in caste geneticamente determinate (si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il mondo nuovo</em> data 1932.</p>
<p>Qui si racconta di una <strong>società totalitaria</strong> in cui la vita delle persone è completamente pianificata nel nome del <strong>progresso </strong>e della <strong>stabilità</strong>, dalla venuta al mondo all&#8217;evento della morte, e in cui emozione e sentimento sono sacrificati in cambio del mero benessere fisico.</p>
<p>Un mondo suddiviso in caste geneticamente determinate (si nasce solo in vitro) e condizionate (Pavlov)  ad avere certi pensieri e e certi modi di vita, in cui <strong>&#8220;l&#8217;individuo&#8221; non esiste</strong>: le parole chiave dell&#8217;etica del mondo nuovo sono <em>appartenenza</em>, <em>condivisione</em>, <em>vita di gruppo</em>, <em>pensiero di gruppo</em>, <em>lavoro di squadra</em>.</p>
<p><strong>Sono azzerati i desideri</strong>, perché tutto ciò che potrebbe stimolare la passione del desiderio è a portata si mano, senza la frustrazione dell&#8217;attesa o del rifiuto: i bambini sono invitati ad esercitarsi in giochi sessuali, donne e uomini non hanno rapporti esclusivi, ma promiscui. Dove non sono azzerati, <strong>i desideri sono incanalati</strong>: uomini e donne vengono condizionati, a seconda della casta d&#8217;appartenenza, a desiderare determinati oggetti e attività, <strong>funzionali al fiorire dell&#8217;economia</strong>.</p>
<p>Sono ugualmente <strong>azzerate o preconfezionate le emozioni</strong>: esistono luoghi dove vengono performati spettacoli o organizzati incontri che hanno lo scopo di far vivere in modo controllato un&#8217;emozione, e liberarne i partecipanti. Sono annullati gli affetti familiari: il rapporto madre-figlio è superato dalla generazione in vitro dei bambini, e per una donna rimanere incinta è vergogna e causa di espulsione dalla società; non esiste il matrimonio, è proibito avere un partner solo.</p>
<p><strong>Il dolore e la sofferenza non esistono</strong>: non è necessario fare i conti con la sofferenza, la tristezza, la stanchezza, la depressione, perché lo stato fornisce a tutti una <strong>droga </strong>studiata per far &#8220;stare bene&#8221; senza le ripercussioni negative del &#8220;dopo&#8221;, non esistono le malattie, il corpo è programmato per non invecchiare.</p>
<p>Non sono incoraggiate la conoscenza, la sperimentazione, la scoperta. <strong>Non esistono libri</strong> di letteratura, filosofia&#8230;solo manuali tecnici. E&#8217; <strong>cancellata la storia</strong>.</p>
<p>Nel nuovo mondo così civilizzato irrompe un <strong>selvaggio</strong>, un ragazzo proveniente dalla riserva in cui gli uomini vanno avanti a vivere come viviamo noi ora, che ama sua madre e conosce Shakespeare. Sembra che tutto cambi nel <strong>confronto con &#8220;l&#8217;Altro&#8221;</strong>, ma nulla cambia.</p>
<p>Una lettura inquietante&#8230;e attuale.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>La parte abitata della Rete, Sergio Maistrello</title>
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		<pubDate>Sun, 20 May 2007 17:36:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>raffaella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri che leggo]]></category>

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		<description><![CDATA[Nella parte italiana della Rete si è parlato veramente tanto di questo libro (e qui mi piacerebbe poter mettere un&#8217;ancora con più di una destinazione&#8230;ma, visto che non posso farlo, linkerò alla scheda del libro): preso e letto d&#8217;un fiato, perché è il discorso è veramente chiaro e piacevole &#8211; oltre ad esprimersi in una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nella parte italiana della Rete si è parlato veramente tanto di questo libro (e qui mi piacerebbe poter mettere un&#8217;ancora con più di una destinazione&#8230;ma, visto che non posso farlo, linkerò <a href="http://www.sergiomaistrello.it/libri/lpadr" title="Scheda de La parte abitata della Rete">alla scheda del libro</a>): preso e letto d&#8217;un fiato, perché è il discorso è veramente chiaro e piacevole &#8211; oltre ad esprimersi in una mole di pagine più ridotta rispetto a, che so, <em>L&#8217;uomo senza qualità</em>.</p>
<p>E&#8217; davvero, come lo definisce <a href="http://www.sergiomaistrello.it" title="Sito di Sergio Maistrello">Sergio</a> stesso, una guida turistica della &#8220;parte abitata&#8221; della Rete: <strong>se ci vivi già non ti dice sostanzialmente nulla che tu non sappia</strong>, ma ti fa porre l&#8217;attenzione su ciò che, del luogo, è davvero degno di nota; se ancora non ci vivi, ma ci vuoi fare un giro, <strong>ti mette in mano una bussola e le istruzioni per l&#8217;uso</strong>.</p>
<p>Riporto parte del testo in quarta di copertina:</p>
<p><cite>Più che un manuale o un saggio, questa è una guida turistica: racconta di una parte di Internet che cresce in fretta e sta facendo parlare molto di sé. Nasce con i blog, i wiki, il podcasting e i social network: un numero esplosivo di persone sta utilizzando gli strumenti più maturi di Internet per esprimere punti di vista e per condividere competenze, dando vita a nuove forme di opinione pubblica e a sistemi innovativi di mediazione tra le diverse visioni del mondo. [...] Il libro prende avvio dalla geografia di questo mondo digitale ed esamina gli strumenti con cui se ne acquisisce la residenza, per poi approfondire i processi che determinano i comportamenti online, i meccanismi della collaborazione e il modo in cui si misurano i benefici individuali e collettivi.<br />
</cite></p>
<p>Mi è interessato molto il capitolo sulla ridefinizione dell&#8217;idea di guadagno: <strong>la sfida che la parte abitata della Rete costituisce per le aziende </strong>è quella di partecipare <a href="http://www.cluetrain.com/" title="The Cluetrain Manifesto">al mercato che è conversazione</a>, ma quanto è davvero libera un&#8217;azienda di conversare? E chi si occupa di ascoltare le conversazioni e rispondere?</p>
<p>Utilissime la bibliografia e le appendici, che spiegano passo passo come aprire un blog, creare un podcast, aprire un wiki, usare un aggregatore, orientarsi tra i social network.</p>
<p>Sergio fa &#8220;il punto della situazione&#8221;; sarà bello tornare tra qualche anno a leggerlo e <strong>vedere come eravamo, e dove siamo arrivati &#8211; o non siamo arrivati</strong> &#8211; partendo dalle fondamenta in costruzione ora.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Ambient Findability &#8211; Peter Morville</title>
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		<pubDate>Sun, 20 May 2007 16:35:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>raffaella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri che leggo]]></category>

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		<description><![CDATA[What We Find Changes Who We Become
Peter Morville, autore con Lou Rosenfeld di un testo di una certa importanza, Information Architecture for the World Wide Web, ha pubblicato nel 2005 per O&#8217;Reilly Ambient Findability, che traccia uno scenario di come le persone possano trovare ciò che cercano e di come gli oggetti della ricerca possano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><cite>What We Find Changes Who We Become</cite></p>
<p><a href="http://semanticstudios.com/" title="Il sito di Peter Morville">Peter Morville</a>, autore con <a href="http://louisrosenfeld.com/home/" title="Sito di Lou Rosenfeld">Lou Rosenfeld</a> di un testo di una certa importanza, <em><a href="http://www.oreilly.com/catalog/9780596527341/" title="Information Architecture: manuale per l'uso">Information Architecture for the World Wide Web</a></em>, ha pubblicato nel 2005 per O&#8217;Reilly <em><a href="http://www.amazon.com/exec/obidos/tg/detail/-/05http://www.amazon.com/exec/obidos/tg/detail/-/0596007655/findability-20/96007655/findability-20/" title="Scheda del libro Ambient Findability su Amazon">Ambient Findability</a></em>, che traccia uno scenario di come le persone possano trovare ciò che cercano e di come gli oggetti della ricerca possano farsi trovare in un contesto di <strong>Information Overload</strong> come quello in cui viviamo.</p>
<p>In breve, molto in breve&#8230;</p>
<p>La <em>Findability</em> è una disciplina che non riguarda tanto &#8220;il computer&#8221;, quanto <strong>le interazioni</strong><strong> complesse</strong><strong> tra gli uomini e le informazioni</strong>: riguarda in prima istanza le parole in quanto tali, con le quali costruiamo i mondi elettronici in cui dobbiamo anche saperci spostare, e le parole come etichette, metadata, link e parole chiave, che servono (dovrebbero servirci, perché l&#8217;<em>Information Retrieval</em> non è una scienza esatta) a guidarci alla meta.</p>
<p>Dal punto di vista di chi produce informazione e vuole far trovare ciò che comunica la <em>Findability</em> è una disciplina complessa che ne coinvolge parecchie altre: l&#8217;<strong>usabilità</strong>, il <strong>design</strong> e l&#8217;<strong>architettura dell&#8217;informazione</strong>, la <strong>progettazione delle interfacce</strong>, il <strong>marketing</strong>, il <strong>copywriting</strong>, la <strong>SEO</strong>.</p>
<p>Dal punto di vista di chi sta cercando qualcosa la <em>Findability</em> è una disciplina che riguarda tutti noi che viviamo nell&#8217;<em>Information Overload</em>: la moltiplicazione delle possibilità di accesso alle informazioni comporta una ridefinizione dell&#8217;autorità, del modo in cui riponiamo la nostra fiducia ed apprendiamo, ed implica per tutti il dovere di <strong>imparare a prendere decisioni informate</strong>.</p>
<p>Complesso il tema, complesso il testo, del quale ancora non è uscita l&#8217;edizione italiana.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Animal Farm &#8211; George Orwell</title>
		<link>http://www.linearemente.it/2007/01/14/animal-farm-george-orwell/</link>
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		<pubDate>Sun, 14 Jan 2007 11:37:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>raffaella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri che leggo]]></category>

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		<description><![CDATA[I grandi libri parlano a qualsiasi epoca. In un momento in cui da alcune parti del mondo (Russia, Cina&#8230;Italia, forse) vengono preoccupanti segnali riguardo alla libertà di parola e al diritto all&#8217;informazione questo libro, pur così collocato nel suo tempo (è un&#8217;allegoria del totalitarismo sovietico di Stalin), ha tanto da dire anche oggi sul potere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I grandi libri parlano a qualsiasi epoca. In un momento in cui da alcune parti del mondo (Russia, Cina&#8230;Italia, forse) vengono <strong>preoccupanti segnali riguardo alla libertà di parola e al diritto all&#8217;informazione</strong> questo libro, pur così collocato nel suo tempo (è un&#8217;allegoria del totalitarismo sovietico di Stalin), ha tanto da dire anche oggi <strong>sul potere della parola</strong>.</p>
<p>Nella vicenda degli animali della fattoria c&#8217;è l&#8217;importanza di <strong>avere un codice condiviso</strong> per comunicare e l&#8217;importanza di <strong>conoscerlo per comprendere</strong> realmente quello che succede (<strong>alfabetizzazione</strong>).</p>
<p>C&#8217;è <strong>la parola come strumento di democrazia</strong>: la società degli animali comincia a costituirsi attorno a riunioni collettive in cui si decide insieme cosa fare e si discute. La dittatura ha inzio quando Napoleon, uno dei due maiali a capo della comunità, non tollera il disaccordo di Snowball, l&#8217;altro maiale-leader, e lo zittisce perseguitandolo.</p>
<p>Alla cacciata di Snowball segue una <em>damnatio memoriae</em> ad opera dei gorvernanti  e la <strong>revisione della storia </strong>della comunità. Gli altri animali non avendo una parola scritta che tenga memoria del passato non riescono a ricordare davvero cosa sia successo e a fare un confronto tra le condizioni dopo e prima della rivoluzione contro gli uomini. Gli animali più giovani crescono apprendendo direttamente una storia fittizia.</p>
<p>La <strong>revisione</strong> viene effettuata costantemente anche <strong>sulle leggi</strong>: il codice condiviso viene modificato, semplicemente con l&#8217;aggiunta di aggettivi <em>ad hoc</em>, per assecondare le trasgressioni dei governanti alle leggi, rendendole lecite.</p>
<p>Gli animali intuiscono, capiscono, si spaventano, ma non protestano, perché protestare significherebbe morire. Ma <strong>l&#8217;assenza della parola</strong> che contesta è anche quella che permette alla <strong>dittatura</strong> di insediarsi.</p>
<p>C&#8217;è la parola come slogan, c&#8217;è la propaganda, e c&#8217;è l&#8217;educazione come indottrinamento.</p>
<p>E c&#8217;è la <strong>coalizione</strong> degli animali che <strong>si regge sull&#8217;individuazione</strong> prima <strong>di un nemico</strong> da eliminare (l&#8217;uomo), e poi sull&#8217;esistenza di un nemico, evidentemente immaginario, dal quale difendersi e al quale viene attribuita la causa di ogni male (il maiale perseguitato) &#8211; elemento che mi sembra di un&#8217;attualità quasi sconcertante (penso a Bush, e penso alla nostra politica&#8230;).</p>
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		<title>Censimento sul comodino</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Nov 2006 13:12:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>raffaella</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E&#8217; da più di qualche giorno ormai che non prendo in mano un libro; in parte dipende dal fatto che da una settimana ormai non ho occasione di viaggiare in treno (mio luogo prediletto per la lettura, già). E poi&#8230;ancora nessuno dei libri che soggiornano sul comodino mi chiama.
Ce ne sono alcuni che chissà mai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; da più di qualche giorno ormai che non prendo in mano un libro; in parte dipende dal fatto che da una settimana ormai non ho occasione di viaggiare in treno (mio luogo prediletto per la lettura, già). E poi&#8230;ancora nessuno dei libri che soggiornano sul comodino mi chiama.</p>
<p>Ce ne sono alcuni che chissà mai quando leggerò, sono lì da più di un anno (faccio l&#8217;appello, e intanto spolvero):</p>
<ul>
<li><strong>I Vangeli apocrifi</strong>, Einaudi Tascabili</li>
<li>Régis Debray, <strong>Vita e morte dell&#8217;immagine.</strong> Una storia dello sguardo in occidente (iniziato e abbandonato), Il Castoro</li>
<li>Raymond Queneau, <strong>I fiori blu</strong>, nella traduzione di Calvino (idem), Einaudi Tascabili</li>
<li>Passione fatale, <strong>Venticinque racconti d&#8217;amore dell&#8217;Ottocento</strong> a cura di Guido Davico Bonino, Einaudi Tascabili</li>
<li>Maurilio Guasco, <strong>Storia del clero dall&#8217;Ottocento a oggi</strong>, Laterza</li>
</ul>
<p>E ce ne sono altri che sono arrivati da poco, sebbene siano venuti al mondo parecchio tempo fa (è che sto provvedendo a colmare &#8211; impresa che pare impossibile &#8211; gli abissi della mia ignoranza):</p>
<ul>
<li>Mark Twain, <strong>The adventures of Tom Sawyer</strong>, Penguin Popular Classics</li>
<li>Montecchi-Venuda, <strong>Manuale di biblioteconomia</strong>, Editrice Bibliografica</li>
<li>Shakespeare, <strong>Le tragedie</strong>, I Meridiani, Arnoldo Mondadori Editore</li>
<li>Propp, <strong>Morfologia della fiaba</strong>, PBE (una bellissima edizione, con un intervento di Claude Lévi-Strauss</li>
<li>Naomi Klein, <strong>No Logo</strong>, Baldini &#038; Castoldi</li>
<li>Edgar Allan Poe, <strong>Selectded Tales</strong>, Penguin Popular Classics</li>
<li>Paul K. Feyerabend, <strong>Contro il metodo. </strong>Abbozzo di una teoria anarchica della conoscenza, con prefazione di Giorello, Universale Economica Feltrinelli</li>
<li>Jean Cazeneuve, <strong>Sociologia del rito</strong>, EST</li>
<li>George Orwell, <strong>La fattoria degli animali</strong>, Oscar Mondadori</li>
</ul>
<p>Ah bhè non sul comodino ci sono anche un manuale su Flash (comprato non so bene perché ) e uno su Openoffice2, addirittura regalo dell&#8217;autore :-)</p>
<p>Vediamo&#8230;avendo l&#8217;abitudine di alternare un saggio e un testo di narrativa&#8230;dai, mi butto su Tom Sawyer.</p>
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		<title>L&#8217;ultimo teorema di Fermat &#8211; Simon Singh</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Oct 2006 11:28:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>raffaella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri che leggo]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;L&#8217;avventura di un genio, di un problema matematico e dell&#8217;uomo che lo ha risolto&#8221;.
Il genio è Pierre de Fermat, un matematico dilettante del XVII secolo; il problema matematico è l&#8217;Ultimo Teorema di Fermat, un problema dalla formulazione limpida e dalla risoluzione impossibile, sembrava, l&#8217;uomo che invece lo ha risolto, nel 1994, è Andrew Wiles, della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;L&#8217;avventura di un genio, di un problema matematico e dell&#8217;uomo che lo ha risolto&#8221;.</p>
<p>Il genio è Pierre de Fermat, un matematico dilettante del XVII secolo; il problema matematico è <a title="Link a Wikipedia sull'Ultimo teorema di Fermat" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ultimo_teorema_di_Fermat">l&#8217;Ultimo Teorema di Fermat</a>, un problema dalla formulazione limpida e dalla risoluzione impossibile, sembrava, l&#8217;uomo che invece lo ha risolto, nel 1994, è Andrew Wiles, della Princeton University, che gà a dieci anni sognava di essere colui che avrebbe domato Fermat.</p>
<p>Simon Singh è un giornalista scientifico che ha collaborato alla realizzazione di un documentario della BBC su Wiles e che in questo libro racconta <strong>l&#8217;epopea della matematica</strong>, dall&#8217;antica Grecia agli anni &#8216;90, <strong>e della mente umana</strong>: la risoluzione del Teorema di Fermat è il frutto di una <strong>mente collettiva</strong>, lungo i secoli e a prescindere dalle latitutini, dalle istituzioni e dal sesso di che ha giocato il suo ruolo in tutto ciò.</p>
<p>Nella lettura si è travolti dal fascino della matematica e dei matematici stessi, e il ritmo narrativo è quello dei thriller&#8230;fossi una docente di matematica alle superiori credo lo farei leggere ai miei ragazzi: quanto possono non essere noiosi i numeri! Tanto più che in appendice al testo si trovano le dimostrazioni matematiche di alcuni teoremi che vengono utilizzati nel libro, per chi volesse provare a capirne di più.</p>
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		<title>Fahrenheit 451 &#8211; Ray Bradbury</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Oct 2006 19:52:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>raffaella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri che leggo]]></category>

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		<description><![CDATA[Non ho ancora deciso. Talvolta penso che avrebbe senso pubblicare in un luogo come questo solo recensioni (o pseudo tali, per volare basso) di libri in uscita mentre scrivo. Ma, ripeto, non ho ancora deciso.
In realtà quello che sto tentando di fare da un po&#8217; di tempo a questa parte è leggere quei libri che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non ho ancora deciso. Talvolta penso che avrebbe senso pubblicare in un luogo come questo solo recensioni (o pseudo tali, per volare basso) di libri in uscita mentre scrivo. Ma, ripeto, non ho ancora deciso.</p>
<p>In realtà quello che sto tentando di fare da un po&#8217; di tempo a questa parte è leggere quei libri che &#8220;vanno letti&#8221;, e vedere di colmare il baratro di ignoranza che guardo in faccia tutti i giorni. Sicché resta meno tempo a disposizione per i contemporanei.</p>
<p>Fahrenheit 451 fa parte di questo esercito immenso di libri che vanno letti.</p>
<p>Non si può non pensare immediatamente a 1984 di Orwell: un regime totalitario sullo sfondo che tiene sotto controllo uomini e donne impedendo l&#8217;accesso alla cultura e alla verità, un elemento del sistema che si rivolta contro di esso, il regime che perseguita la molla impazzita nel meccanismo, la paura, la difficoltà di comunicare con gli altri, i colpevoli che vengono presi per delazione&#8230;</p>
<p>Però l&#8217;aria che si respira non è così terribilmente opprimente, l&#8217;orizzonte meno cupo, e il regime e la guerra rimangono solo sullo sfondo.<span id="more-106"></span>Bradbury vede lontano (scrive nel lontano 1953): <strong>preconizza una televisione pervasiva, stupida, stordente</strong>, nella quale le persone vengono immerse; è una televisione che occupa le quattro pareti di una stanza, ed interagisce con gli spettatori, che rovescia loro addosso solo parole stupide, realtà finta&#8230;è la nostra televisione, quella dei reality. Perché le persone <strong>devono essere felici e svagarsi</strong>.</p>
<p>E così succede che <strong>le persone non si ascoltano più né più si parlano, assordate da rumore continuo</strong>, della televisione e della musica che esce da una conchiglia che si posiziona nell&#8217;orecchio&#8230;vi ricorda qualcosa? A me ha ricordato le cuffiette dell&#8217;iPod.</p>
<p>Chi desta Montag, il pompiere incendiario protagonista è Clarisse, una ragazza che <strong>non ha perso lo sguardo sulle piccole cose</strong>, che sa <strong>trovare il tempo per parlare</strong>, che si chiede <strong>il perché delle cose</strong>, anziché il come, considerata pazza e asociale dal mondo attorno, e Faber, un ex professore di lettere, che conosce i libri ed è disposto ad aiutarlo a salvarli.</p>
<p>Lo scenario finale è di grande speranza: contro il regime che distrugge la carta si battono in silenzio uomini di tutto il mondo, <strong>uomini-libro</strong>, un pugno di vecchietti strambi, ex professor universitari che vivono nomadi lungo il fiume e le vecchie rotaie, che hanno memorizzato i testi che si è ritenuto degni di essere consegnati ai posteri, e che si impegnano a tramandarli di generazione in generazione, a voce. Il ritorno ai primordi per la sopravvivenza.</p>
<p>Ecco come Bradbury descrive l&#8217;inizio della fine: &#8220;La durata degli studi si fa sempre più breve, la disciplina si allenta, filosofia, storia, filologia abbandonate, lingua e ortografia sempre più neglette, fino ad essere quasi del tutto ignorate. [...] Il vecchio ammise di essere stato professore di lettere, prima di essere cacciato ramingo per il mondo, erano ormai quarant&#8217;anni, quando l&#8217;ultima università di studi umanistici era stata chiusa per mancanza di fondi e di sussidi.&#8221; Dice niente? Era il 1953, <strong>sembra stia parlano del momento che l&#8217;università italiana sta attraversando</strong>.</p>
<p>Chiudo così: &#8220;Se nascondi la tua ignoranza nessuno ti darà una bastonata, ma tu non imparerai mai.&#8221;</p>
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		<title>Alcuni &#8220;libri guida&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 03 Sep 2006 14:49:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>raffaella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri che leggo]]></category>

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		<description><![CDATA[Ovvero un piccolo elenco di quei libri che ti attraversano la vita e ti danno una sberla!
Devo dire di aver amato in particolare Munari, Tim-Berners Lee e Weinberger, e di trovare il libro di Gianluca Troiani di un&#8217;utilità notevole (è sempre qui sulla scrivania&#8230;).

Marshall McLuhan, Gli strumenti del comunicare, 1964;
Munari, Design e Comunicazione visiva, 1968;
George [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ovvero un piccolo elenco di quei libri che ti attraversano la vita e ti danno una sberla!</p>
<p>Devo dire di aver amato in particolare Munari, Tim-Berners Lee e Weinberger, e di trovare il libro di Gianluca Troiani di un&#8217;utilità notevole (è sempre qui sulla scrivania&#8230;).</p>
<ul>
<li><strong>Marshall McLuhan</strong>, Gli strumenti del comunicare, 1964;</li>
<li><strong>Munari</strong>, Design e Comunicazione visiva, 1968;</li>
<li><strong>George P. Landow</strong>, L&#8217;ipertesto &#8211; Tecnologie digitali e critica letteraria, 1994;</li>
<li><a title="Link al sito esterno del W3C, e al profilo di Tim Berners Lee" target="_blank" href="http://www.w3.org/People/Berners-Lee/"><strong>Tim-Berners Lee</strong></a>, L&#8217;architettura del nuovo Web, 1999;</li>
<li><a title="Il link al sito esterno di David Weinberger" target="_blank" href="http://www.hyperorg.com/"><strong>David Weinberger</strong></a>, Arcipelago web, 2002;</li>
<li><a title="Link al sito esterno di Louis Rosenfeld" target="_blank" href="http://www.louisrosenfeld.com/home/"><strong>Louis Rosenfeld e Peter Morville</strong></a>, Architettura dell&#8217;informazione, 2002;</li>
<li><a title="Link al sito esterno di Maurizio Boscarol" target="_blank" href="http://www.usabile.it/"><strong>Maurizio Boscarol</strong></a>, Ecologia dei siti web, 2003;</li>
<li><a title="Link esterno al sito di Sofia Postai" target="_blank" href="http://www.vocabola.com/"><strong>Sofia Postai</strong></a>, Siti che funzionano;</li>
<li><a title="Link esterno al sito di Gianluca Troiani" target="_blank" href="http://www.constile.org/"><strong>Gianluca Troiani</strong></a>, CSS Guida completa, 2005.</li>
</ul>
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