Mucche da mungere e gatti selvatici

19 novembre 2006, domenica -- permalink

Sottotitolo: “Ovvero il marketing per i professionisti dell’informatica, strategie per comunicare meglio con il mercato ed avere più clienti”.

E’ un volumetto agile agile scritto da Claudio Erba, che ho “conosciuto” su it.lavoro.professioni.webmaster, di cui è un muro portante e su cui spesso si discute delle beghe finanziarie, burocratiche, legali legate alla libera professione nel Web e nell’informatica più in generale.

Tra le pagine di Mucche da mungere e gatti selvatici ho trovato spunti interessanti per chi, come me, è un po’ a digiuno di marketing, indicazioni utili per la gestione economica della propria libera attività a prescindere dall’ambito in cui si opera, e quando l’attività si colloca nell’ambito dell’informatica.

A questo proposito ho trovato particolarmente “vera” la seguente affermazione: “Lo specialista deve inoltre crearsi un network di altri specialisti con cui collaborare e creare delle procedure di lavoro che snelliscano le interazioni e ottimizzino i vantaggi reciproci.”

E’ comprensibile a chiunque e da chiunque condivisibile, credo, la constatazione che non si possa fare bene allo stesso modo qualsiasi tipo di attività, eppure se lavori sul Web si dà per scontato che tu sia grafico, programmatore, content manager, copywriter, designer, seo, “tecnico del computer”, ufficio stampa, architetto dell’informazione, commerciale…e questo è più vero quanto più sei “piccolo”: nelle grandi realtà aziendali è altrettanto normale avere a disposizione uno specialista per ciascuna delle attività nominate poco sopra.

Disorientamento generazionale

16 novembre 2006, giovedì -- permalink

Ho un papà (classe 1930) che ha lavorato in un mondo che non c’è più: ha iniziato giovanissimo nella stessa ditta che lo ha visto andare in pensione. Credo non sappia nemmeno che cosa sia un curriculum vitae. Al lavoro ci andava tutti i giorni dalle – alle.

Lo vedo disorientato quando tenta di spiegare che lavoro faccio io ora, un lavoro che non produce nemmeno qualcosa di tangibile e immediatamente comprensibile.

E si vede che pensa che ci sia qualcosa che non va quando mi vede lavorare un giorno a Milano, una settimana a casa, una settimana a Milano.

Credo inoltre che fatichi anche a comprendere che non ho orari, per cui la volta che arrivo a casa alle 20 sono “in ritardo”, se arrivo alle 14 sono “in anticipo”, se ho il computer acceso all’una di notte ci dev’essere un problema…

GTD

14 novembre 2006, martedì -- permalink

Mi sto allenando a domare la mandria selvaggia delle “cose che vanno fatte”.

Il primo passo che sembra raggiunto è: se una cosa che devo fare può essere fatta in meno di due minuti (tipicamente scrivere una mail il cui contenuto mi pesa far arrivare a destinazione dell’interessato) la faccio senza procrastinare.

Poiché fino a ieri la cosa in questione finiva di “todo” in “todo”, diventando sempre più pesante mi sembra un buon risultato, per quanto piccolo.

L’intenzione è di applicarmi nel “Getting Things Done” (GTD), con un personal trainer tutto italiano (anche se ciò che si va a leggere ha il sapore tutto americano della “via per il successo”).

Lavorare bene

6 novembre 2006, lunedì -- permalink

E’ da qualche giorno che sono ripresi con una certa lena i lavori per Immagini della mente, un progetto sulla Neurofilosofia al quale collaboro, per la parte web, da tre anni.

Ho a che fare con gente intelligente, propositiva, collaborativa, proattiva, reattiva e appassionata, e bhè, insomma…vorrei che fosse sempre così, che ci fossero sempre le condizioni per lavorare davvero insieme in modo coordinato ed efficiente, ognuno facendo il suo, ma criticando positivamente, produttivamente e sensatamente il lavoro dell’altro.

E-mail

4 ottobre 2006, mercoledì -- permalink

Perché se hai un indirizzo email e lo comunichi ai tuoi simili come uno dei tuoi recapiti poi leggi la posta sì e no una volta alla settimana?

Perché se ti chiedo di comunicare via mail sulla definizione delle questioni di lavoro mi telefoni o vuoi a tutti i costi parlare? Ok, ci troviamo e parliamo, come preferisci, ma poi lo sai che ti chiedo un report per mail di quello che ci siamo detti – verba volant, e poi succede che ci si ritrovi a questionare su quali erano gli accordi presi e i tempi relativi. E allora perché non ci risparmiamo un po’ di nervoso e un po’ di tempo passato a tirare la corda?
E, soprattutto, perché se ti scrivo per avere delle risposte anche una volta che hai letto la mia mail devo inseguirti fisicamente per averla, la risposta che ti ho chiesto? Se non trovi il tempo di elaborare un riscontro sensato alle mie parole dimmelo, ma quanto meno fammi capire che la comunicazione ti è arrivata.

I bisogni dell’utente

2 ottobre 2006, lunedì -- permalink

Io: “Stamattina ho incontrato i bisogni di un utente”

Luca: “Ti ha fatto addosso la pipì?”

300 euro

1 ottobre 2006, domenica -- permalink

Anche a me ècapitato di sentirmi chiedere: (ex abrupto) “Ho bisogno di un sito, quanto mi costa?” (e stop, null’altra informazione); o di parlare con persone che pensano che 300 euro per un sito, qualsiasi sito, siano un buon prezzo, tanto “Checcevò” e se non va bene c’è sempre mio cugino che me lo fa gratis.
Ecco, leggetevi questo thread su it.lavoro.professioni.webmaster.

Assurdo ma non troppo

28 settembre 2006, giovedì -- permalink

Assurdo, ma non così raro per un libero professionsta: mi trovo ad inseguire un cliente per il pagamento di una fattura che ho emesso a maggio. Notevole il fatto che con il dovuto al massimo ci compro un paio di pantaloni.

Io mi vergognerei a farmi inseguire perché devo ad una persona quattro soldini, ma evidentemente non per tutti è così.

Lavorare da casa

19 settembre 2006, martedì -- permalink

Il più grande vantaggio di questo lavoro è la sua “portabilità“, ovvero è sufficiente avere il tuo computer ed una connessione ad Internet e poi puoi fare buona parte di quello che devi fare: assistenza e formazione, anche se a distanza, ricerche, discussioni, aggiornamenti e creazioni…

Sicché posso lavorare anche da casa, e il risparmio di tempo ed energie è notevole…

  • quando vado a Milano in spostamento impiego (in tutto dico, partendo da casa per arrivare a piedi in Statale) quasi due ore ad andare e due ore a venire, ovvero partendo da casa alle 7.30 arrivo “in ufficio” (per modo di dire) alle 9.20 (se non ci sono incidenti per strada, se il treno non ritarda);
  • quando lavoro da casa per essere davanti al computer alle 9.20 posso svegliarmi anche alle 9…

Vero è che stare a contatto con le persone per fare formazione e assistenza è tutt’un’altro mondo! Com in tutte le cose anche lavorare da casa ha pro e contra…

Rientro traumatico

13 settembre 2006, mercoledì -- permalink

So tiredEcco. E’ finita la prima settimana di lavoro serio dopo la conclusione delle vacanze. Sono d-i-s-t-r-u-t-t-a. Mi è anche venuto il mal di testa, che è un cavallo che normalmente galoppa in praterie mooolto lontane dalla mia scuderia (che metafora ardita).E’ che è ricominciato tutto, e tutto assieme. Il buon Murphy (non Eddie, ma quello delle leggi) avrebbe sicuramente una spiegazione per questa valanga di scadenze e richieste che mi ha travolta.