SEO Bible – Jerri L. Ledford

8 agosto 2008, venerdì -- permalink

Lettura conclusa qualche tempo fa, non che dica qualcosa di particolarmente illuminante se alla SEO ci si fa attenzione da un po’, ma raccolgo qui gli appunti presi, a mo’ di bigino.

L’appunto generale è:
Don’t design your website for SEO. Build it for users, with SEO as an added strategy for gaining exposure. Always keep the user in mind, first.

(continua…)

Reduce dal rafting di compleanno

4 agosto 2008, lunedì -- permalink

All'attacco di una rapidaIl 31 luglio il mio capo ha compiuto 40 anni, e ci ha portati tutti quanti in Valsesia a festeggiare con un bel rafting di compleanno.

Si pensava fosse un tentativo di decimarci e risparmiare un po’ sugli stipendi, invece è andato tutto bene…

La cronaca della giornata sta qui:

Bellissima giornata, bellissima serata, e penso che dalle foto si veda.

Time Breakdown of Modern Web Design

10 luglio 2008, giovedì -- permalink

Questo schemino è tanto triste quanto vero. Soprattutto triste, debbo dire…visto che è stato disegnato nel 2006, e sembra non sia cambiato nulla, da allora…

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Peccato non sia riuscita a rintracciare il link originario da cui l’avevo scaricata.

Content manager orientato al SEO

13 giugno 2008, venerdì -- permalink

Bravofly SA cerca, per la sede di Chiasso (Svizzera), la figura di Content manager orientato al SEO.

Il candidato lavorerà all’interno del reparto marketing e si occuperà della creazione e dell’aggiornamento di pagine web ottimizzate per parole chiave. Il candidato si occuperà anche del monitoraggio del posizionamento e della conversion dei contenuti creati.

Requisiti:
- Capacità di reperire autonomamente informazioni in Internet
- Capacità di stesura di contenuti per il web, con padronanza dell’italiano
- Conoscenza dell’HTML
- Conoscenza delle logiche di indicizzazione e posizionamento
- Autonomia organizzativa
- Voglia di studiare e rimanere aggiornato in ambito SEO

Costituiscono requisito preferenziale:
- Esperienza di lavoro su CMS (in particolare Opencms)
- Esperienza di elaborazione statistiche con Google Analytics

Se qualcuno che mi legge è interessato, può inviare il suo curriculum dalla pagina di annunci sul sito Volagratis.

Cortocircuito

23 settembre 2007, domenica -- permalink

Ho sempre pensato che il lavoro fosse un mezzo, anzi, l’unico mezzo, per vivere: se lavori (parlo ovviamente di un lavoro che ti sei scelto perché ti piace e pensi di poter riuscire a combinare qualcosa di buono) hai una dignità sociale, impieghi il tempo in un modo utile e produttivo che ti dà anche l’occasione di collaborare con altri e dunque di imparare, e guadagni i soldi con i quali puoi portare concretamente la tua vita laddove desideri che vada (famiglia, casa, viaggi, e ci siamo capiti).

In sintesi quindi il lavoro è “il” mezzo per “il” fine, al quale fine principe penso di poter dare come nome “la felicità”.

Qualcuno per questo sostiene che io sia calvinista.

Ora, non so bene cosa sia successo, ma dev’essere che da qualche parte il meccanismo ha fatto cortocircuito, e il lavoro è diventato il mezzo e il fine. Lavoro tanto, ho poco tempo per me, molta stanchezza, qualche incubo notturno, e mi sembra comunque che dovrei fare molto di più e molto meglio.

In tutto questo le preoccupazioni sono di più che le soddisfazioni, e la mia idea di vita sta un po’ andando a ramengo, ma non so bene come fare per uscirne.

Proverò a impegnarmi sulla concentrazione.

Tunnel

15 maggio 2007, martedì -- permalink

Non so se è mai capitato anche a voi, probabilmente sì, di lavorare lavorare lavorare e avere l’impressione di non produrre risultati.

Io da qualche giorno mi sento così, è come se fossi nel tunnel senza vedere il puntino bianco dell’uscita là, in fondo.

Se potessi saltar giù dal treno del mondo per una settimana o due, lo farei.

Lavorare sull’Internet

1 maggio 2007, martedì -- permalink

La benedizione del lavoro sull’Internet è che puoi lavorare dovunque tu ti trovi, in qualsiasi momento della tua vita: basta avere sottomano il tuo portatile (o uno stramaledetto computer qualsiasi) e una connessione.

La maledizione del lavoro sull’Internet è che puoi lavorare dovunque tu ti trovi, in qualsiasi momento della tua vita.

Così può succedere che in un lunedì notte che dovrebbe essere di ponte tu sia connessa dal tuo studiolo ad editare contenuti on-line, a riorganizzare le sezioni di archivio di un sito, a cambiare la DTD di una pagina web, a rivedere fogli stile…ad evadere le letture accantonate durante il giorno, a fare giri di test dopo il rilascio dei nuovi sviluppi.

Insomma, ho voluto la bicicletta, e adesso pedalo.

E pensare che mia mamma ha tanto insistito perché facessi la professoressa…

Disparità

16 aprile 2007, lunedì -- permalink

Parlavo ieri sera con una mia conoscente, età 36 anni o giù di lì, felice come non l’avevo mai vista perché avrebbe cambiato a breve lavoro (un lavoro amministrativo) e l’avrebbero pagata euro 1000 netti al mese. Felice perché, per il suo precedente lavoro (cinque anni da fac-totum) percepiva uno stipendio netto di 900 euro, soldino più soldino meno.

Il che è umiliante.

Soprattutto quando ti trovi a fare il confronto con grosse aziende che ti sparano, per un loro consulente che viene a lavorare presso la tua sede, euro 400 al giorno + IVA + spese di trasferta.

Il che è fuori di testa.

Little Miss Disastrini

7 marzo 2007, mercoledì -- permalink

[premessa1] Lavoro da un mesetto circa per una società di Milano. “Da un mesetto circa” significa che ancora siamo in una fase di conoscenza reciproca, ecco. [/premessa1]

[premessa2] La mia banca sta a Como; apre alle 8.20 (quando già son sul treno) e chiude prima che io arrivi a casa; chiedo a mio papà il favore di fare a nome mio sul mio conto un’operazione importante che da qualche tempo devo fare, così da evitarmi di dover arrivare tardi a Milano o di dovermene venir via troppo presto; il favore si traduce nella creazione di un disastro; decido di porvi rimedio subito passando dalla banca stamattina. [/premessa2]

Sicché per la prima volta arrivo in ritardo al lavoro.

Apro la porta dell’ufficio e la prima persona che vedo è (==> la prima persona che mi vede arrivare tardi è) l’amministratore delegato (accidenti nr. 1).

Faccio due passi nel corridoio e la seconda persona che vedo è (==> la seconda persona che mi vede arrivare tardi è) il presidente, in riunione (accidenti nr. 2).

La riunione si tiene nella stanza dove normalmente lavoro; sulla “mia” scrivania ho appiccicato giusto ieri con dei pezzettini di nastro adesivo la stampa dello user experience honeycomb (accidenti nr. 3).

Realizzo che in quella stessa stanza, in uno sgabuzzino, ho ricoverato la sera prima il mio portatile (accidenti nr. 4). Ehr…prendo fiato, interrompo la riunione chiedendo scusa per il disturbo e:

  1. apro la porta dello sgabuzzino rischiando di far cadere la lampada a stelo vicina allo stipite (ma porc nr. 1);
  2. prendo il portatile, esco e richiudo la porta dello sgabuzzino rischiando di far cadere la lampada a stelo vicina allo stipite (ma porc nr. 2);
  3. mi dirigo verso l’uscita della stanza – e verso l’uscita dall’imbarazzo – ed inciampo nel filo della lampada a stelo vicina allo stipite staccando la spina dalla presa e spegnendo la luce (ma porc nr. 3).

Immaginando di trovare sul mio claudicante tragitto una cassetta con la sabbietta per il gatto suppongo che avrei rovesciato anche quella, giusto per non disturbare…

Piccole soddisfazioni

12 dicembre 2006, martedì -- permalink

Domani ci sarà finalmente il convegno annuale di Immagini della mente.

Questi ultimi giorni sono stati dedicati a sistemare la lista degli iscritti (siamo sui 600, e già questa è una bella soddisfazione), a preparare gli attestati di partecipazione, a tenere informati via mail gli iscritti sullo sciopero nazionale dei trasporti, prima annunciato, poi ridotto, poi spostato, che ha causato “un po’” di trambusto, a gestire le disiscrizioni causa sciopero poi rientrate causa non sciopero.

Ieri sera sul tardi controllo le mail alla segreteria del convegno e ne leggo due che recitano, più o meno: “Vi ringrazio delle informazioni, apprezzo la cura della segreteria per gli affezionati”.

E io sono andata a letto con il sorriso stampato sulla faccia, perché una persona si è accorta di tutto il lavoro che c’è dietro all’organizzazione del convegno e alla gestione della comunicazione senza esserne direttamente coinvolta.

Vostra, Pollyanna