Papa e TG

19 novembre 2006, domenica -- permalink

Evidentemente è possibile che il Papa abbia ogni giorno qualcosa da dire su un argomento xy.

Ma è normale che ogni giorno il pensierino xy debba avere la cassa di risonanza dei telegiornali nazionali? Se il Papa dice che “bisogna avere più rispetto della natura – no alla violenza – sì alla pace e alla cooperazione – bisogna abbattere la fame e la miseria nel mondo”, dico, che notizia è?

Biblioteca

2 novembre 2006, giovedì -- permalink

La biblioteca è un’istituzione commovente.

Ne sono convinta da un pezzo.

Da quando la biblioteca di Como dà in prestito anche i dvd ne sono assolutamente convinta.

Maldistomaco

2 novembre 2006, giovedì -- permalink

E’ un periodo che continuo ad avere il mal di stomaco…sarà mica che son più nervosa del normale e resta tutto nei sotterranei dell’evidenza?

Updated – bhè, stupidina che sono, ne ho anche conferme “visibili”

Cipiglio

18 ottobre 2006, mercoledì -- permalink

Camminando da Cadorna alla Statale si incontrano figure “tipiche” della strada: i distributori di riviste free-press, i ragazzi che vendono Terre di Mezzo, o Scarp de tennis, o Altreconomia, qualche mendicante, zingari talvolta, all’entrata in Statale ragazzi che distribuiscono volantini, ragazzi che tentano di farti iscrivere a corsi di mnemotecnica o di coinvolgerti nel mondo dei giovani marxisti leninisti dell’università (o quanto meno di farti abbonare alla loro rivista).

La parte più consistente di questo variegato panorama ha come caratteristica sostanziale l’insistenza.

Ecco, dev’essere che ultimamente mentre mi porto in Statale indosso un’espressione particolarmente accigliata, perché non mi ferma più nessuno…

T9

10 ottobre 2006, martedì -- permalink

Meraviglie del T9, per le quali io chiedo via sms adun amico se ha da prestarmi una “busta grande, per un foglio A4 ripiegato in tre” e lui legge una “curva grande, per un foglio A4 ripiegato in tre”.

Del valore immateriale delle cose

28 settembre 2006, giovedì -- permalink

Ho riavuto indietro il motorino che era in riparazione dal meccanico, dopo quasi tre settimane di attesa.

Probabilmente l’assicurazione mi rimborserà i costi dei lavori, ma nessuno mi ridarà indietro il tempo perso in code con l’automobile e in spostamenti “burocratici” per tentare di abbattere le spese, la serenità turbata da un’invasione nella mia proprietà, la percezione di vivere in un posto in cui non c’è da temere.

Ma perché ti metti la cintura??

27 settembre 2006, mercoledì -- permalink

Ora, non so se è una moda in voga solo tra Como e Milano, ma da qualche tempo vedo cose che voi umani…

Vedo ragazzetti con pantaloni grandi due volte il necessario (e questa non è una novità); tali pantaloni restano tipicamente calati fino a meta’ delle chiappe, decorati da una cintura posticcia: in effetti tale cintura non assolve allo scopo per il quale è stata creata e per il quale dovrebbe essere usata, perché, sempre tipicamente, i pantaloni tendono a cadere.

Sicché quello che si vede è questa orda di pistolini (perché credo che la moda non sia in uso nei ragazzi dai vent’anni in poi) che parono dei tarantolati: fan due passi e si dimenano per tirar su i pantaloni, altri due passi e si ritirano su i pantaloni…

Quello che ho visto stamattina completava il quadro con sigaretta alla mano e una tosse catramosa di cui pareva andare fiero, poiché manco se la metteva la mano davanti alla bocca, per espettorare.

Cara acqua cara

20 settembre 2006, mercoledì -- permalink

Bicchiere d'acquaIl fatto è il seguente: mi hanno chiesto euro 1 e 10 per un bicchiere d’acqua. Non in piazza S. Marco a Venezia, non dentro er Colosseo, non in cima alla tour Eiffell, ma allo Spizzico di Cadorna a Milano, sicché il contesto non c’entra.

Non c’entra nemmeno il servizio, perché ditemi voi che preparazione ci vuole per versare l’acqua in un bicchiere.

La spiegazione che mi sono data è che vogliano spingere la gente all’acquisto di altro, per la serie “Eh???? Vabé, allora piuttosto mi dia una cocacola”.

Ma non esiste un calmiere dei prezzi per i prodotti “basilari” (per il pane c’è mi sembra) come l’acqua certo, e il caffé, per esempio?

(continua…)

Vuoti di senso

18 settembre 2006, lunedì -- permalink

Ho appena finito di veder Hotel Rwanda, un film del 2005 sul genocidio del 2004 in Rwanda. Resta solo un “perché?” che mi gonfia il petto di lacrime.

E che ha origine in una storia che non conosco.

Però so come usare i CSS per fare i siti.

Ehilà. Wow. Utile vero?

Questo è uno di quei momenti in cui si apre un vuoto di senso in quello che faccio.

Poi accendo la televisione e c’è una ragazza che chiede a LUca Toni se cambierebbe qualcosa della sua vita….

E un’altra che fa pupazzetti con i palloncini…

E lo sento anche attorno, il vuoto di senso.

Tentato furto

9 settembre 2006, sabato -- permalink

Giornata pesante, ritorno a casa da Milano e in stazione a Como Borghi il mio motorino non c’è.

Un deficiente (imbranato, per di più) ha tentato di fregarsi il mio scooter in pieno giorno, in pieno centro accidenti: con una vite ha fatto leva nel blocco dell’accensione, fino a romperlo per estrarlo. Si pensava d’essere riuscito a rompere anche il blocca sterzo, e invece no. Prova a trasportarlo, ma non ci riesce e me lo pianta per terra a 10 metri da dove l’avevo parcheggiato.

Note positive in questa pessima (per lo spavento, per il tempo perso, per il danno economico, per la demoralizzazione conseguente, per il fatto che è la seconda volta che tentano di rubarmi il motorino dopo essere riusciti due volte a rubarmi la bicicletta, maledetti) vicenda:

  • il personale della stazione di Como Borghi, che mi ha lasciato ricoverare per la notte il motorino nei loro locali e che la mattina seguente mi ha aiutato a trasportarlo sul camion del meccanico;
  • il meccanico, che la mattina seguente il fattaccio è venuto a prendersi il motorino senza farmi pagare l’uscita (avessi chiamato il carro attrezzi mi avrebbero pelata);
  • il carabiniere che ha raccolto la denuncia, genitilissimo e sollecito, la dimostrazione che davvero l’arma dei Carabinieri è la più vicina alla gente (poi magari nonè vero…quello che voglio dire è che costui inverava la credenza).

Mi è venuto da pensare che tutto potesse dipendere dal fatto che io ero una giovane donna (!) bisognosa di soccorso e loro uomini (giovani e non), ma è un pensiero sessista. Preferisco il secondo pensiero che m’è venuto, e che crede che si possa essere vicini gli uni agli altri in virtù semplicemente del nostro essere uomini, qui e ora.