Stickies

31 gennaio 2008, giovedì -- permalink

Stickies è la versione elettronica dei PostIt: li appiccichi sul desktop invece che sullo schermo, non si stropicciano, non si perdono, non si sbiadiscono, li puoi spostare quante volte vuoi, non hai bisogno di riscriverli se li devi aggiornare, li puoi ridimensionare, li puoi rendere singolarmente sempre visibili sullo schermo, gli puoi assegnare un titolo e avvolgerli per mostrare solo quello.

Stickies è un’applicazione semplice e leggera, una di quelle applicazioni che fanno una cosa sola, ma la fanno bene.

Per ulteriori info e download: http://www.zhornsoftware.co.uk

Technorati

30 gennaio 2008, mercoledì -- permalink

Just to claim my blog on Technorati…
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The Birthday Month Personality Meme

28 gennaio 2008, lunedì -- permalink

La mia amica Viviana mi ha passato questo giochino (mannaggia Viviana…sai che non sopporto le catene…): qualcuno (rimasto fermo al Medio Evo?) ha pensato di stilare una serie di caratteristiche che appartengono alle persone nate in un dato mese.

Il giochino consiste nel sottolineare/commentare le caratteristiche che ti appartengono, prendendole dall’elenco di quelle associate al tuo mese di nascita.

Queste quelle più interessanti tra le caratteristiche di Luglio, che è quando son nata io:

Fun to be with – Bon, dipende da quanto sono a mio agio con te, e da quanto mi stai simpatico. In generale, tuttavia, se con te non mi sento a mio agio e non mi stai simpatico non vengo neanche a cercarti, a meno di non essere costretta a farlo.

Difficult to fathom and to be understood – Non direi. Anzi, chi impara a conoscermi anche solo un pochino capisce cosa mi passa per la testa guardandomi la faccia (o le mani).

Easily consoled – Solo col tempo, le parole non servono a nulla, soprattutto se non sono io ad andare a cercare consolazione.

Honest – Provo soprattutto a essere onesta con me stessa, e poi anche con chi mi sta attorno, dal collega, all’amico, allo Stato, all’umanità, al mondo universo.

Concerned about people’s feelings – Sì, soprattutto quando in potenza c’è una ferita, e quando potrei essere io a causarla.

Tactful – Pffff….ah ah ah!

Friendly and Approachable – Non credo in effetti di incutere timore, né di puzzare…ma non si può mai dire.

Emotional temperamental and unpredictable – Brucio come la paglia quando mi salta la mosca al naso, tuttavia è facilmente prevedibile il momento in cui mi può saltare la mosca al naso.

Moody and easily hurt – Diciamo che basta poco per buttarmi giù e poco per tirarmi su.

Not revengeful – Assolutamente no, non ne vale la pena. Nella grande ruota dei giorni sarà il tempo stesso a mettere a posto le cose.
Dislikes nonsensical and unnecessary things – Per il nonsense…dipende: i Monty Python li adoro. L’inutile in effetti non lo sopporto. In particolare detesto i soprammobili.

Guides others physically and mentally – Uh sì in effetti sono un leader nato (questa da dove l’han tirata fuori? Da luglio –> leone –> re della foresta?)

Caring and loving – Non so, mi son sempre sentita molto più amata che amante.

Treats others equally – E perché dovrei? Non sono un giudice, né un insegnante.

Judges people through observations – L’osservazione spesso, e in questo forse sono in errore, ma non posso fare diversamente, dura il tempo di qualche parola e qualche gesto. In generale il giudizio fiorito nel mio cervello dopo breve osservazione è anche azzeccato. Soprattutto intuisco al volo di chi non fidarmi.

Hardworking and no difficulties in studying – Tutto vero.

Loves to be alone – Sì mi piace anche stare sola, non sempre, certo. Di sicuro stare sola mi piace molto di più che stare in gruppo (intendesi “gruppo”: insieme di più di tre persone che si riuniscono attorno a qualcosa che non sia lavoro).

Always broods about the past and the old friends – Direi di no. Direi che quasi non ho memoria della mia vita passata. Direi che è stupefacente quanto abbia rimosso della mia vita passata.

Not aggressive unless provoked – Ma, se provocata, decisamente aggressiva.

Loves to be loved – Di grazia, chi non ama essere amato?

Easily hurt but takes long to recover – Nel senso che le cose me le lego al dito? Può darsi, ma è vero che dura anche poco, per i già nominati gravi problemi di memoria.

E la catena finisce qui, a meno che qualcuno non voglia portarla avanti per i fatti suoi. Nel qual caso le istruzioni son qui.

Aguirre, furore di Dio

27 gennaio 2008, domenica -- permalink

Locandina del film Nel 1560 una spedizione di conquistadores spagnoli attraversa via terra e poi via fiume la Foresta Amazzonica all’inseguimento del mito di El Dorado.

Capo della spedizione è, in ultima istanza, Lope de Aguirre (Klaus Kinski, una delle facce più espressive della galassia, probabilmente) soldato senza scrupoli, né morale, ossessionato dal potere, dalla ricchezza, megalomane preda di un delirio di onnipotenza che porterà alla distruzione tutti coloro che sono al suo seguito.

Sulla storia di per sé…questo è tutto quello che c’è da dire.
La fine della vicenda è annunciata, in stile propriamente “tragico”, fin dalla prima scena del film, nella quale si vede una carovana di soldati spagnoli (bardati di tutto punto) e di indios che trasportano vettovaglie, armi (compresi cannoni, cavalli, maiali, galline in gabbia) e due gentili signorine in portantina, scendere con qualche difficoltà dalla Cordigliera delle Ande, per raggiungere la Foresta Amazzonica.

Il film è lento, pieno di silenzi, surreale, ma allo stesso tempo estremamente reale, grazie alla macchina da presa di Werner Herzog, che entra nelle scene anziché ripenderle, e si muove con gli attori e con la foresta. Alle scene di movimento si alternano scene assolutamente statiche, dove, programmaticamente, non succede nulla, e il regista non fa che comporre un quadro.

Talvolta sembra che Herzog, più che dirigere il film, sia spettatore della potenza inarrestabile della foresta, e noi lo diventiamo con lui. Splendide, per me, le scene in cui è proprio la natura la protagonista, e l’occhio di Herzog è quello di un documentarista: il monte a strapiombo sommerso dalle nubi, nella prima scena, il fiume marrone che scorre violentissimo e incessante, cui Herzog dedica un’inquadratura ipnotica di qualche secondo, sempre il fiume con i gorghi e la sua vita assolutamente incurante dell’uomo, i sentieri che diventano acquitrini, il piccolo bradipo che passa la vita dormendo…

Il fascino assoluto di tutto questo credo dipenda anche da come questo mondo è stato fissato sulla pellicola: per davvero attori e regista si sono fatti inghiottire dalla Foresta Amazzonica, veramente le zattere hanno solcato il fiume limaccioso, si sono rotte, sono rimaste preda dei gorghi, e sono state rubate ai protagonisti della vicenda nella notte da una piena improvvisa, veramente Herzog è salito sulle zattere con attori ed operatori, la fatica di trasportare cianfrusaglie armi e bagagli attraversando acquitrini che ti sommergono fino alle ascelle è reale…

Memorabili anche i passaggi che mettono a nudo, e in ridicolo, i meccanismi del potere.
Un nobile ciccione ed inetto è nominato da Aguirre re fantoccio dell’immaginario impero di El Dorado; il nobile entrato nella parte comincia a rivendicare privilegi assurdi in una situazione di emergenza costante e di carestia, che è quella in cui si trova la spedizione, redige documenti ufficiali, indice anche un processo. Verrà ucciso dai “suoi”.
Il frate che accompagna la spedizione con lo scopo di evangelizzare i selvaggi di El Dorado rinnega qualsiasi idea di equità, carità, pietà perché “la chiesa deve stare sempre con il più forte”: durante il processo di cui sopra si presta a fare da giudice ingiusto che emette sentenza di condanna a morte, fa uccidere due indios che rimangono indifferenti di fronte alla visione della Bibbia, un oggetto che, portato all’orecchio, “non parla”.

E bellissima l’ultima scena in cui Aguirre, circondato dalla morte che ha preso sua figlia, i soldati, e gli ultimi schiavi rimasti, resta ritto col suo corpo deforme sulla zattera che sta colando a picco e non cessa di fare propositi di conquista.
Tutt’attorno il suono che si sente è quello delle centinaia di scimmiette che stanno giocosamente colonizzando la zattera. L’uomo non ha conquistato El Dorado. La foresta ha inghiottito l’uomo che l’ha sfidata, e sembra farsi beffe di lui.

Scheda per Volagratis sulla Wikipedia

7 gennaio 2008, lunedì -- permalink

Negli ultimi giorni del 2007 ho pubblicato sulla Wikipedia italiana una scheda informativa su Volagratis.

Devo dire che è stato più complesso e più interessante del previsto capire il meccanismo che sta dietro alla grande impresa della Wikipedia (anche se il sistema di help interno organizzato dai wikipediani è veramente dettagliato): a partire dalle regole elementari di sintassi del codice e di formattazione in un ambiente wiki, per finire alle regole di stile richieste per uno scritto che fa parte di un prodotto collaborativo e che per di più è un’enciclopedia, e quindi ha caratteristiche editoriali proprie, passando attraverso il metodo per collegare una singola fogliolina (la scheda) ai rami (categorie e sottocategorie) dell’albero Wikipedia.