Charlie e la fabbrica di cioccolato

30 ottobre 2007, martedì -- permalink

La locandina del film Charlie e la fabbrica di cioccolato, di Tim Burton, 2005Avevo visto La fabbrica di cioccolato al cinema nel 2005, quando è uscito, attirata dal genio visionario e macabro di Tim Burton; l’ho riguardato oggi con molto piacere su TSI1 (la prima rete della televisione svizzera. Ora, qualcuno potrebbe ironizzare su questa mia svizzerofilia dicendomi che sono cresciuta a Ticinella e TSI1. Tuttavia ciò non mi tange: sono profondamente innamorata della televisione svizzera. Pensate che i film qui vengono trasmessi in prima visione sempre in anticipo sulle reti italiane, e che i film te li fanno vedere fino all’ultima riga dei titoli di coda, oltre ad interrompere le emozioni con un solo intervallo pubblicitario tra il primo ed il secondo tempo.)

L’ho rivisto con tanto piacere perché è un film catartico e consolatorio (e, ogni tanto, ci vuole).

La trama infatti è già nota, e, anche chi non la conosce intuice facilmente dove la storia andrà a parare: la cattiveria ed il vizio (i quattro bambini che trovano il biglietto d’oro, con i loro genitori, espressione efficace dello spirito del nostro tempo – un po’ come Paris Hilton) vengono puniti, mentre la bontà, la generosità, la sensibilità, i valori della famiglia, la munificenza, la responsabilità e il coraggio (Charlie e la sua famiglia, suo nonno in primis) vengono premiati, e non solo dal ritorno economico che hanno le azioni di Charlie, che erediterà la fabbrica, ma anche dall’amore e dall’entusiasmo da cui viene contagiato Willy Wonka.

Le coreografie degli Umpa Lumpa sono imperdibili, totalmente assurde (e ad esse è affidata la morale sugli eventi).

C’è anche una citazione di “2001: Odissea nello spazio”, e chissà quante altre citazioni mi sono persa.

On n’a q’une terre – Per uno sviluppo sostenibile

30 ottobre 2007, martedì -- permalink

E’ l’ultimo spot della coop (il video è nella versione completa, in televisione ne passa solo una parte), una catena svizzera di grande distribuzione da sempre impegnata a favore dell’etica e dell’ecologia.

Questo il testo della prima parte della canzone:
Da grande, quando mi chiederà
“Papà, perché non ci sono più pesci nel mare?”
Cosa gli risponderò? Che non lo so!
O che non è colpa mia!
E quando mi domanderà
“Papà, perché avete raso al suolo i boschi,
i polmoni del pianeta? Che cosa respirerò?”
Sembrerò un irresponsabile, un inetto,
un uomo dal comportamento imperdonabile.
Ecco cosa gli consegneremo, una natura devastata,
un pianeta saturo di anidride carbonica!
E’ questo quello che volevamo per loro?
Il rispetto è necessario,
ed è anche uno scambio equo per noi,
i nostri figli e il nostro pianeta.
Cominciamo subito a concretizzare
le nostre piccole intenzioni
con piccoli gesti.
Cambiare, oggi, è possibile,
per un futuro sostenibile.

British Institute

16 ottobre 2007, martedì -- permalink

Stasera sono tornata sui banchi di scuola dopo anni e anni e anni per la mia prima lezione di inglese al British Institute di Como.

Sono molto carica: la nostra docente è una signora di una simpatia travolgente, è di Londra, e pare anche attenta e paziente, le ore volano, e – ta-daan – capisco tutto quello che dice.

Per leggerlo, l’inglese, lo so leggere; per scriverlo, anche. E’ parlarlo che è un problema: non avendolo mai praticato quando devo dire qualcosa (nell’ordine:) mi vergogno, vado in confusione e le parole non arrivano alla bocca quando servono, sebbene nel cervello ci siano.

Il corso dura fino a maggio, spero di uscirne con la capacità di farmi capire, e con il tempo di fare quel viaggio in Irlanda che sogno da tanto.

Help the People of Burma — Post this Meme on Your Blog!

6 ottobre 2007, sabato -- permalink

(Via Think Pragmatic)

Note: This is a new kind of online protest that uses blogs to spread a petition globally. To participate, just add your blog by following the instructions in this blog post.

This not an issue of partisan politics, this is an issue of basic human rights and democracy. Please help to prevent a human tragedy in Burma by adding your blog and asking others to do the same.

By passing this meme on through the blogosphere hopefully we can generate more awareness and avert a serious tragedy. As concerned world-citizens this something we bloggers can do to help.

How to participate:

1. Copy this entire post to your blog, including this special number: 1081081081234

2. After a few days, you can search Google for the number 1081081081234 to find all blogs that are participating in this protest and petition. Note: Google indexes blogs at different rates, so it could take longer for your blog to show up in the results.

3. If you know how to add tags to your blog posts, add the Technorati tag 1081081081234 to your post as well. This will make your post findable sooner in Technorati.

THE SITUATION IN BURMA AND WHY IT MATTERS TO ALL OF US

There is no press freedom in Burma and the government has started turning off the Internet and other means of communication, so it is difficult to get news out. Individuals on the ground have been sending their day-by-day reports to the BBC, and they are heartbreaking. I encourage you to read these accounts to see for yourself what is really going on in Burma. Please include this link in your own blog post.

The situation in Burma is increasingly dangerous. Hundreds of thousands of unarmed peaceful protesters, including monks and nuns, are risking their lives to march for democracy against an unpopular but well-armed military dictatorship that will stop at nothing to continue its repressive rule. While the generals in power and their families are literally dripping in gold and diamonds, the people of Burma are impoverished, deprived of basic human rights, cut off from the rest of the world, and increasingly under threat of violence.

This week the people of Burma have risen up collectively in the largest public demonstrations against the ruling Junta in decades. It’s an amazing show of bravery, decency, and democracy in action. But although these protests are peaceful, the military rulers are starting to crack down with violence. Already there have been at least several reported deaths, and hundreds of critical injuries from soldiers beating unarmed civilians to the point of death.

The actual fatalities and injuries are probably far worse, but the only news we have is coming from individuals who are sneaking reports past the authorities. Unfortunately it looks like a large-scale blood-bath may ensue — and the victims will be mostly women, children, the elderly and unarmed monks and nuns.

Contrary to what the Burmese, Chinese and Russian governments have stated, this is not merely a local internal political issue, it is an issue of global importance and it affects the global community. As concerned citizens, we cannot allow any government anywhere in the world to use its military to attack and kill peacefully demonstrating, unarmed citizens.

In this modern day and age violence against unarmed civilians is unacceptable and if it is allowed to happen, without serious consequences for the perpetrators, it creates a precedent for it to happen again somewhere else.

If we want a more peaceful world, it is up to each of us to make a personal stand on these fundamental issues whenever they arise.

Please join me in calling on the Burmese government to negotiate peacefully with its citizens, and on China to intervene to prevent further violence. And please help to raise awareness of the developing situation in Burma so that hopefully we can avert a large-scale human disaster there.