Matrimoni

23 settembre 2007, domenica -- permalink

Sono in quella fascia d’età in cui “normalmente” ci si sposa (tra un po’ passerò in quella in cui “normalmente” si divorzia, ma tant’è, per ora sono ancora circondata da gente innamorata e festante), e ieri ho partecipato al quinto matrimonio cui sono stata invitata in questo anno di grazia 2007 (nota a margine: credo sia stato il matrimonio più lungo della mia vita).

Ho attraversato questa giornata infinita con due pensieri nella testa:

1. com’è bello quando chi celebra un matrimonio (sia un sindaco o un sacerdote) è qualcuno che ti conosce personalmente: ci sono buone possibilità che quello che viene detto non sia un bla bla soporifero, ma un messaggio che ti riguarda davvero.

Io, individualista fin da piccola, non avrò questa chance, e un po’ me ne rammarico.

2. Com’è privo di senso tutto lo spreco di tempo, energie, e soldi, soprattutto lo spreco di soldi, che si mette nella celebrazione del matrimonio, che, santo cielo, è il primo giorno, solo il primo giorno, di una nuova eternità…che non sarà di festa, ma per lo più di sacrificio e pazienza (si spera anche di soddisfazioni, gioia e amore, sennò non si capisce perché la gente ancora si sposi).

Forse il matrimonio è l’unico vero rito di passaggio che ci è rimasto, e, forse, inconsciamente, è per questo che è un momento investito di così tanta importanza.

Non dico che non debba averne, ma tutto l’apparato che ci si mette attorno mi sconforta: confetti addobbi bomboniere pranzi infiniti invitati a profusione vestiti e pettinature che non ci rispecchiano per niente…gli invitati sono la parte che forse mi sconcerta di più: quanti affetti veri stanno seduti a quelle tavolate studiate con attenzione diplomatica e quanti sono i presenti che sono lì perché non li si poteva non invitare per quel motivo là, o perché senno cosa avrebbero detto tizio e caio?

Se e quando toccherà a me, mi auguro di riuscire ad avere un momento che mi appartenga davvero, e a viverlo con quel pugnetto di persone che mi conoscono e che hanno calpestato con me la strada di questi anni.

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