La parte abitata della Rete, Sergio Maistrello

20 maggio 2007, domenica -- permalink

Nella parte italiana della Rete si è parlato veramente tanto di questo libro (e qui mi piacerebbe poter mettere un’ancora con più di una destinazione…ma, visto che non posso farlo, linkerò alla scheda del libro): preso e letto d’un fiato, perché è il discorso è veramente chiaro e piacevole – oltre ad esprimersi in una mole di pagine più ridotta rispetto a, che so, L’uomo senza qualità.

E’ davvero, come lo definisce Sergio stesso, una guida turistica della “parte abitata” della Rete: se ci vivi già non ti dice sostanzialmente nulla che tu non sappia, ma ti fa porre l’attenzione su ciò che, del luogo, è davvero degno di nota; se ancora non ci vivi, ma ci vuoi fare un giro, ti mette in mano una bussola e le istruzioni per l’uso.

Riporto parte del testo in quarta di copertina:

Più che un manuale o un saggio, questa è una guida turistica: racconta di una parte di Internet che cresce in fretta e sta facendo parlare molto di sé. Nasce con i blog, i wiki, il podcasting e i social network: un numero esplosivo di persone sta utilizzando gli strumenti più maturi di Internet per esprimere punti di vista e per condividere competenze, dando vita a nuove forme di opinione pubblica e a sistemi innovativi di mediazione tra le diverse visioni del mondo. [...] Il libro prende avvio dalla geografia di questo mondo digitale ed esamina gli strumenti con cui se ne acquisisce la residenza, per poi approfondire i processi che determinano i comportamenti online, i meccanismi della collaborazione e il modo in cui si misurano i benefici individuali e collettivi.

Mi è interessato molto il capitolo sulla ridefinizione dell’idea di guadagno: la sfida che la parte abitata della Rete costituisce per le aziende è quella di partecipare al mercato che è conversazione, ma quanto è davvero libera un’azienda di conversare? E chi si occupa di ascoltare le conversazioni e rispondere?

Utilissime la bibliografia e le appendici, che spiegano passo passo come aprire un blog, creare un podcast, aprire un wiki, usare un aggregatore, orientarsi tra i social network.

Sergio fa “il punto della situazione”; sarà bello tornare tra qualche anno a leggerlo e vedere come eravamo, e dove siamo arrivati – o non siamo arrivati – partendo dalle fondamenta in costruzione ora.

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