Upgrade a WordPress 2.1

31 gennaio 2007, mercoledì -- permalink

…appena fatto, e con una certa ansia perché, nonostante siano usciti svariati aggiornamenti di WordPress dopo la 2.0.4 con la quale avevo fatto partire il sito, avevo sempre rimandato l’aggiornamento. Così ho colto l’occasione di una major release per buttarmi.

Fondamentale è stato l’aiuto di Andrea Beggi, prezioso come suo solito, che ha messo a disposizione uno screencast che spiega passo passo cosa fare come e quando per aggiornare il proprio WordPress.

Insomma, è andato più o meno tutto bene, ma non vi dico il tuffo al cuore quando ho confermato la cancellazione di tutte le directory di WordPress sul server (operazione racomandata nel caso di aggiornamento ad una major release)…

Al momento qualche cruccio ce l’ho:

  1. non mi funziona più il plugin che ha il compito di “illuminare” i link delle categorie di argomenti quando si sta leggendo un articolo di una data categoria, vedo se riesco a rimediare;
  2. non vengono caricate le immagini dei post;
  3. non vengono più visualizzati i link del blogroll;
  4. non funziona più bene la filtratura delle categorie con sottocategorie, ovvero: quando si clicca su una categoria vengono mostrati anche i post presenti nelle sottocategorie.

Ora vedo di capirci qualcosa…

Aggiornamento:

  1. non so come mai, ma in buona sostanza non mi veniva più stampata la classe che avevo usato nel foglio di stile per gestire l’illuminamento di categorie e sottoategorie nel menu laterale; ho rivisto il css per adattarlo alla nuova situazione;
  2. ehm…avevo dimenticato di caricare la cartella uploads (che è il posto in cui vengono salvate le immagini caricate nei post) in /wp-content/;
  3. in WP 2.1 sono state unificate le categorie dei link e le categorie dei post (avranno avuto i loro motivi, ma a me sembrava più ordinato prima), sicché gli id delle categorie di link sono stati tutti rinumerati…eheh…ho dovuto rinumerarli anche io nei file del template;
  4. per ora questo problema non sono riuscita a risolverlo…se qualcuno ha un’idea batta un colpo nei commenti, per piacere.

Ah, battete un colpo nei commenti anche se trovate qualcosa che non funziona come vi aspettereste, grazie, grazie.

Web Developer’s Handbook

30 gennaio 2007, martedì -- permalink

Web Developer’s Handbook è una impressionante raccolta di risorse per chi col Web ci lavora.

Il signor Vitaly Friedman ha tentato egregiamente un’operazione vecchia come il mondo: raccogliere ed organizzare il sapere esistente in categorie, che è quello che, ovviamente in piccolo, anche io ho tentato di fare nei miei bookmarks, che peraltro sono organizzati più o meno nelle stesse categorie che ha usato lui. Eccole, in ordine alfabetico:

  • accessibility checkers
  • add a link (free)
  • ajax
  • blogging
  • CMS & forum software
  • color patterns
  • color schemes, palettes
  • color theory
  • color tools
  • creativity
  • css daily reading
  • css galleries & showcases
  • css layouts
  • css navigation menus
  • css techniques
  • css theory
  • css: selected showcases
  • css: software & Firefox Extensions
  • css-web-tools & services
  • DOM
  • fashion: colors selection
  • fonts
  • freelancers
  • howtogetthingsdone
  • html-web-tools & services
  • javascript
  • miscellaneous tools
  • royalty free photos
  • RSS
  • seo references
  • seo tools
  • specifications
  • typography
  • usability & accessibility
  • web 2.0
  • web design daily reading

Linearemente è nato anche con l’intento di portare on-line i miei bookmarks, con qualche riga di descrizione che rendesse più evocativo ciascun link (lo so che c’è del.icio.us, ma volevo un archivio “mio”)…quando trovo in Rete questi archivi di archivi di archivi l’intento appena citato si mostra sotto una luce che lo fa apparire semplicemente come inuile, un po’ come se stessi reinventando la ruota.

The W3C Quality Assurance Toolbox

26 gennaio 2007, venerdì -- permalink

Ovvero i validatori e gli strumenti di test messi dal W3C a disposizione di chi produce pagine web per passarle al vaglio delle specifiche e correggere gli eventuali errori:

Utile anche il Semantic Data Extractor, che dà una panoramica della struttura della pagina web che si passa al validatore  sulla base dell’utilizzo dei titoli.

La visione notturna

24 gennaio 2007, mercoledì -- permalink

E’ da sabato sera che sono prostrata dall’influenza del secolo.

Domenica notte in sogno mi è apparso Gaspar Torriero che mi spiegava delle cose sui blog. Peccato non mi ricordi nulla.

(Meno male che sta passando, è tremendo avere un mondo limitato ad una stanza, vedere le giornate passare senza che lascino alcun segno, se non le lenzuola stropicciate…)

.doc

20 gennaio 2007, sabato -- permalink

Paolo Attivissimo spiega in due articoli (uno, e due) come mai non è una buona idea aprire file .doc che arrivano via mail da sconosciuti (bhè, non bisognerebbe aprire nemmeno gli altri file che arrivano dagli sconosciuti) o da noti, ma senza preavviso.

Per lo stesso motivo (cioè la diffidenza che si deve avere) non è una buona idea rendere disponibili al download dei file .doc dal proprio sito, cosa ovvia, ma non per tutti.

Radio Paradise

19 gennaio 2007, venerdì -- permalink

Adoro i ragazzi di RadioParadise: stamattina hanno “buttato là” l’Estate di Vivaldi e a seguire (senza interruzioni pubblicitarie, come loro abitudine) Fearless dei Pink Floyd.

Animal Farm – George Orwell

14 gennaio 2007, domenica -- permalink

I grandi libri parlano a qualsiasi epoca. In un momento in cui da alcune parti del mondo (Russia, Cina…Italia, forse) vengono preoccupanti segnali riguardo alla libertà di parola e al diritto all’informazione questo libro, pur così collocato nel suo tempo (è un’allegoria del totalitarismo sovietico di Stalin), ha tanto da dire anche oggi sul potere della parola.

Nella vicenda degli animali della fattoria c’è l’importanza di avere un codice condiviso per comunicare e l’importanza di conoscerlo per comprendere realmente quello che succede (alfabetizzazione).

C’è la parola come strumento di democrazia: la società degli animali comincia a costituirsi attorno a riunioni collettive in cui si decide insieme cosa fare e si discute. La dittatura ha inzio quando Napoleon, uno dei due maiali a capo della comunità, non tollera il disaccordo di Snowball, l’altro maiale-leader, e lo zittisce perseguitandolo.

Alla cacciata di Snowball segue una damnatio memoriae ad opera dei gorvernanti e la revisione della storia della comunità. Gli altri animali non avendo una parola scritta che tenga memoria del passato non riescono a ricordare davvero cosa sia successo e a fare un confronto tra le condizioni dopo e prima della rivoluzione contro gli uomini. Gli animali più giovani crescono apprendendo direttamente una storia fittizia.

La revisione viene effettuata costantemente anche sulle leggi: il codice condiviso viene modificato, semplicemente con l’aggiunta di aggettivi ad hoc, per assecondare le trasgressioni dei governanti alle leggi, rendendole lecite.

Gli animali intuiscono, capiscono, si spaventano, ma non protestano, perché protestare significherebbe morire. Ma l’assenza della parola che contesta è anche quella che permette alla dittatura di insediarsi.

C’è la parola come slogan, c’è la propaganda, e c’è l’educazione come indottrinamento.

E c’è la coalizione degli animali che si regge sull’individuazione prima di un nemico da eliminare (l’uomo), e poi sull’esistenza di un nemico, evidentemente immaginario, dal quale difendersi e al quale viene attribuita la causa di ogni male (il maiale perseguitato) – elemento che mi sembra di un’attualità quasi sconcertante (penso a Bush, e penso alla nostra politica…).

EContent 100

11 gennaio 2007, giovedì -- permalink

Su Econtentmag.com trovo una lista delle società che contano, alla fine del 2006, nel settore dei contenuti elettronici.
Sono state individuate alcune tendenze generali: l’esponenziale diffusione dei blog, l’adozione delle wiki all’interno delle aziende per la scrittura collaborativa nelle intranet, il supporto maggiore per il web mobile, l’utilizzo massiccio di XML e RSS, la crescita dei prodotti OpenSource.

Non sono stati utilizzati criteri scientifici di analisi per stilare la lista; quelli di Econtentmag hanno guardato alla capacità delle società di innovare e di distribuire prodotti e servizi che promuovano l’evoluzione dei contenuti elettronici.

Categorie di classificazione:

  • Blogging
  • Classification & Taxonomy
  • Collaboration & Knowledge Management
  • Consulting Services
  • Content Delivery
  • Content Management
  • Digital Rights Management
  • Fee-Based Info Services
  • Intranets & Portals
  • Mobile Content
  • Search Engines & Technologies

Svariati motivi per cui amo Gmail

11 gennaio 2007, giovedì -- permalink

Ormai mi ci sono affezionata!

Le mail vengono di default organizzate in conversazioni.

  • Si può comprimere o espandere la visualizzazione delle mail che stanno nella conversazione.
  • Si può lanciare la stampa dell’intera conversazione con una sola operazione.
  • Con una sola operazione si può anche forwardare l’intera conversazione.
  • Si può cestinare l’intera conversazione o anche solo singoli messaggi all’interno di essa. E si può anche annullare l’operazione semplicemente cliccando su un “Undo” che compare quando si cestina qualcosa.
  • La si può aprire in una nuova finestra del browser (l’intera conversazione, no?), come anche si può fare per ogni messaggio.

Per organizzare le mail non c’è bisogno di archiviarle in directory: le si può tenere tutte nella Inbox, basta taggarle con parole chiave (una o più, o con una stella, che è come dire “mail importante”) e poi si possono visualizzare solo le mail che hanno associata una specifica parola chiave.

E’ a disposizione una chat integrata, e come si cercano le mail si possono ricercare anche i log delle chat, che vengono archiviati.

Che dire della gestione dello spam? Che funziona!

Si possono cancellare definitivamente, con un passaggio solo, tutte le mail cestinate o tutte le mail classificate come spam (che pure vengono cancellate automaticamente dal server dopo un tot di giorni), se prorprio le si vuole cancellare, perché c’è anche da dire che con 2800 MB (and counting…) di spazio a disposizione non c’è il rischio di avere una “mailbox full”.

Ah bhè, certo: una volta che si effettua il login su Gmail si entra nel proprio account su Google, e da Gmail si possono raggiungere, rimanendo loggati, tutti gli altri servizi di Google che sono stati attivati.

E poi, vogliamo parlare del design della pagina? Arioso e ordinato, leggero e fermo, soprattutto. Le poche volte che ancora leggo la mia casella di posta su Libero mi viene il mal di mare: primaviene scaricato un banner in movimento di dimensioni imbarazzanti, poi il resto delle pubblicità, ed infine le mail.

Anche la notifica delle nuove mail arrivate è discreta ed efficace per chi usa Firefox e la navigazione a TAB come me: la dicitura riportata sulla scheda di Gmail è “Gmail – Inbox”, che diventa “Gmail – Inbox (1)” non appena in Inbox arriva una mail.

E’ talmente comodo da usare che uno si dimentica che la posta che legge sta sui server di Google, e quindi non si premura di scaricarla sul computer. Qualche tempo fa era capitato che non riuscissi ad accedere a Gmail: e’ stato lì che ho realizzato che se quelli di Google impazzissero e decidessero di eliminare il servizio dalla faccia della terra mi perderei una quantità non irrilevante della mia corrispondenza elettronica.

Gennaio, 7

7 gennaio 2007, domenica -- permalink

A me il sette gennaio mette una malinconia…si tolgono le luminarie dai balconi, si disfa l’albero, gli amici lontani che tali ritornano dopo averci graziato della loro presenza, il trantran feriale di scuola e lavoro che riallaccia i fili interrotti in dicembre…

Il carrozzone riparte.