Porte aperte

26 novembre 2006, domenica -- permalink

Oggi sul pannello elettronico per le segnalazioni relative alla viabilità che svetta in corrispondenza dell’incrocio principale della strada più importante del posto in cui vivo (fiuu, che tirata…era per dire che è messo in una posizione importante e ben visibile, insomma) campeggia la seguente scritta:

“Divieto di circolazione fino al 31 marzo per i veicoli non catalizzati.”Marzo. Non “dicembre”, non “gennaio”, marzo. Ovvero: abbiamo l’aria sporca da far schifo (noi a Como che siamo in una valle circondata da boschi).

Ogni inverno si invita ad abbassare di due gradi la temperatura di casa nostra, puntualmente si ricorda di privilegiare gli spostamenti con i mezzi pubblici e di lasciare l’automobile in garage, ogni estate arrivano notizie di cicloni inondazioni incendi eccetera, si sa: il pianeta ha la febbre, lo strato di ozono che sta sulla nostra testa è pieno di schifezze, da qui l’effetto serra.

Non si può fare finta di niente: queste cose ci riguardano tutti, e non sono un segreto.

Ecco allora mi chiedo che cosa spinga alcuni grandi e piccoli magazzini lombardi tipo Coin e Bata a lasciare le porte spalancate d’estate – quando l’aria condizionata è sparata a palla per tenere fresco – e d’inverno – quando il riscladamento è sparato a palla per tenere caldo.

Boh. Non è che la gente entri a frotte perché non deve spingere la porta con la manina… E anche se così fosse non è comunque un comportamento giustificabile.

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