Trovabile.org

26 ottobre 2006, giovedì -- permalink

Trovabile è la rivista italiana dedicata dal 2002 ai temi dell’architettura dell’informazione e della trovabilità: come organizzare le informazioni per renderle facilmente (ri)trovabili.

Ovvero come ottimizzare la catalogazione e l’organizzazione delle informazioni per evitare i momenti di panico “Ma no accidenti mi serve, ma dove l’avevo messa, quella informazione”: startegie particolarmente ed evidentemente importanti nel caso di organizzazioni con una certa mole di documenti, articoli, dati in generale da gestire.

EContentMag

26 ottobre 2006, giovedì -- permalink

Digital Content Strategies & Resources: news e articoli di approfondimento su Content Creation & Digital Publishing, Content Delivery, Content Management e altri argomenti correlati alla gestione in elettronico dei contenuti.

Dancer in the Dark

25 ottobre 2006, mercoledì -- permalink

Di Lars von Trier, girato nel 2000, Dancer in the Dark è un film potente, travolgente e abbacinante, come tutti i film di von Trier che conosco, e dolce, nella sua veste di musical.
Selma Jezkova (Björk) approda in America dall’est Europa col figlio con la speranza di guadagnare abbastanza per fargli fare un’operazione agli occhi, in modo da salvarlo dalla cecità “genetica” cui è destinato, e che sta oscurando la vista di Selma stessa.
E’ in questa operazione che risiede lo scopo intero della vita di Selma, è per questa operazione che lavora indefessamente incurante della propria sopravvivenza.

Selma è un personaggio votato al sacrificio, un tema frequente in von Trier (anche se in qeusto caso il sacrificio va a buon fine), che scopre di non potersi fidare di quelli che le erano parsi amici: la potenza del film sta in questi due elementi. Ho smesso di respirare, nella scena in cui Selma capisce che Bill le ha rubato tutti i suoi risparmi e vuole far passare l’idea che quei soldi siano suoi e che Selma sta tentando di rubarglieli, scena che si conclude con l’uccisione di Bill.

Selma è un personaggio totalmente positivo, gioioso nonstante tutto, e musicale: ha una passione viscerale per il musical, e vive come in un muical, è suffciente sentire del ritmo attorno, siano i macchinari di una fabbrica o un treno che passa (e Björk in questa parte è perfetta). E’ un personaggio lontano dalle protagoniste di Dogville e Manderlay, mosse, sembra, da intenti “buoni”, ma che non sono migliori del mondo che cercano di salvare.

Cronaca di un amore

23 ottobre 2006, lunedì -- permalink

Ed infine all’Europlex Cinemas di Camerlata arrivano i film che più mi interessano, nell’ambito della rassegna I lunedì del cinema – Cinema contemporaneo internazionale d’autore.
Per stasera è in programma Cronaca di un amore, il primo film di Michelangelo Antonioni.

Seguiranno:

Come sempre l’ingresso è di euro 4,50. Lo spostamento delle proiezioni dallo storico cinema Gloria a questo nuovo Europlex ha fatto perdere agli incontri quel loro tono un po’ bohémien, ma vale sempre la pena di tenerli presenti.

Antica salumeria Laghetto

19 ottobre 2006, giovedì -- permalink

Chi lavora a Milano sa quante volte si ha il tempo di mangiare solo un panino. Ecco, alla salumeria Laghetto si mangiano dei grandi panini, col pane buono, i salumi tagliati di fresco davanti al tuo naso e salsine di una certa consistenza (tipo quella ai funghi porcini).

In più hanno direi chiaro il concetto di “qualità del servizio”: col panino ti offrono un bicchiere di vino :-)

Redefining Content Management

18 ottobre 2006, mercoledì -- permalink

Federico Fasce su Apogeonline segnala un interessante articolo di Keith Robinson: si tenta qui di riportare un fiume entro gli argini, ovvero di ridefinire per chiarezza “l’essenza” del Content Management.

Al momento in cui scrivo gestire contenuti in Rete è diventato davvero alla portata di tutti, dal punto di vista tecnico (penso a tutti i parti del “Web 2.0″) e questo può portare all’equivoco di pensare che tutti i problemi di gestione in elettronico dei contenuti siano risolti una volta che si abbia a disposizione un CMS.

Il content management è in realtà molto più articolato di così, ed è fatto di contenuti, persone, scopi e, infine, di tenologia, che è semplicemente un mezzo per i fini individuati.

Mi piace molto che l’autore insista sull’importanza delle persone sulla tecnologia all’interno di questo processo: “CMSs don’t run themselves, and if the people won’t use it, you’ve got a problem.” Nel mio piccolo…lo posso confermare: le persone “giuste” all’interno del processo – posto che si abbiano “buoni” contenuti da comunicare – sono l’anello vincente della catena.

Cipiglio

18 ottobre 2006, mercoledì -- permalink

Camminando da Cadorna alla Statale si incontrano figure “tipiche” della strada: i distributori di riviste free-press, i ragazzi che vendono Terre di Mezzo, o Scarp de tennis, o Altreconomia, qualche mendicante, zingari talvolta, all’entrata in Statale ragazzi che distribuiscono volantini, ragazzi che tentano di farti iscrivere a corsi di mnemotecnica o di coinvolgerti nel mondo dei giovani marxisti leninisti dell’università (o quanto meno di farti abbonare alla loro rivista).

La parte più consistente di questo variegato panorama ha come caratteristica sostanziale l’insistenza.

Ecco, dev’essere che ultimamente mentre mi porto in Statale indosso un’espressione particolarmente accigliata, perché non mi ferma più nessuno…

Il diavolo veste Prada

14 ottobre 2006, sabato -- permalink

In realtà avrei voluto vedere Little miss Sunshine, ma sembra che a Como abbiano deciso di boicottarlo, perché non riesco a trovarlo proiettato in nessun cinema (tranne all’Europlex, alle 15…). Così ho ripiegato su Il diavolo veste Prada.

Meryl Streep è ovviamente bravissima (e quando piange lo fa come solo lei sa fare…e lo fa sempre nello stesso modo), l’altra protagonista, Anne Hathaway, fa anche lei il suo personaggio preferito (l’anatroccolo che diventa cigno) e la trama non lascia spazio alla sorpresa.

Per il resto si parla di conflitto famiglia – carriera, mobbing, capacità personali che vincono sull’apparenza, bisogno di approvazione, donne al potere. E ci sono una quantità smisurata di vestiti e colori. Un’oretta e mezza leggera leggera.

Abbassa il volume, per favore

14 ottobre 2006, sabato -- permalink

Oggi e ieri mi è capitato, sul treno, di dover cambiare posto: non riuscivo a leggere perché avevo nelle orecchie la voce, davvero alta di ragazzi con qualche anno in meno di me, probabilmente neoiscritti all’università.

Ieri avevo alle spalle un ragazzo che con la sua amica stava “facendo i cruciverba” e leggeva le definizioni come se dovesse partecipare al gioco anche il macchinista. Di fianco a me invece c’erano tre ragazze che parlavano “di quello lì e di quella là”. A nulla sono servite le occhiate da zia acida…

Oggi avevo di fianco un ragazzo ed una ragazza, impegnati in una conversazione del tenore “quello lì mi sta simpatico quella là è una racchia”.

Ora, a parte il deprecabile malcostume – oramai diffusissimo – di sventolare i propri panni sporchi davanti a sconosciuti, e di raccontare qualsiasi cosa in presenza di chiunque, al telefonino soprattutto quello che mi ha stupito è stato proprio il volume: da non riuscire a non ascoltare.

Probabilmente a furia di passare 24 ore su 24 con le cuffiette nelle orecchie stanno diventando tutti un po’ più sordi

Fahrenheit 451 – Ray Bradbury

10 ottobre 2006, martedì -- permalink

Non ho ancora deciso. Talvolta penso che avrebbe senso pubblicare in un luogo come questo solo recensioni (o pseudo tali, per volare basso) di libri in uscita mentre scrivo. Ma, ripeto, non ho ancora deciso.

In realtà quello che sto tentando di fare da un po’ di tempo a questa parte è leggere quei libri che “vanno letti”, e vedere di colmare il baratro di ignoranza che guardo in faccia tutti i giorni. Sicché resta meno tempo a disposizione per i contemporanei.

Fahrenheit 451 fa parte di questo esercito immenso di libri che vanno letti.

Non si può non pensare immediatamente a 1984 di Orwell: un regime totalitario sullo sfondo che tiene sotto controllo uomini e donne impedendo l’accesso alla cultura e alla verità, un elemento del sistema che si rivolta contro di esso, il regime che perseguita la molla impazzita nel meccanismo, la paura, la difficoltà di comunicare con gli altri, i colpevoli che vengono presi per delazione…

Però l’aria che si respira non è così terribilmente opprimente, l’orizzonte meno cupo, e il regime e la guerra rimangono solo sullo sfondo. (continua…)