Thank you for smoking
13 settembre 2006, mercoledì -- permalinkE’ una commedia, vivace e piacevole, in cui viene raccontato il lavoro di Nick Naylor, un “lobbista”, l’abile portavoce delle industrie del tabacco americane.
Mi è piaciuto perché fornisce una visione problematica (e quindi non scontata, non è la lotta alle streghe, per intenderci) del tema del fumo, e del potere delle parole.
Nick deve affrontare e convincere ogni giorno l’opinione pubblica a lui avversa, e, soprattutto, deve giustificare (onde rimanere un punto di riferimento in quanto padre) il proprio lavoro agli occhi del figlio, che si chiede e gli chiede come si possa fare un lavoro che pone un dilemma etico così forte (difendere le sigarette che uccidono): “abbiamo tutti un mutuo da pagare” è la risposta di Nick al figlio – risposta che si presta tutttavia a dare giustificazione a qualsiasi tipo di azione, risposta che tutti ci sentiremmo di appoggiare, istintivamente (l’effetto che fa non è quello del machiavellico “Il fine giustifica i mezzi”, perché il mutuo è qualcosa con cui tutti facciamo i conti!
Problematica è anche la posizione del senatore che fa da “avversario” di Nick=fumo: la sua proposta finale di rivedere con la tecnologia digitale i film degli anni ‘50 per sostituire con oggetti “neutri” le sigarette che compaiono in mano agli attori è palesemente ridicola, un’esasperazione dell’attuale crociata americana contro il fumo; la sua intenzione di eliminare il tabacco dalla faccia della terra non fa i conti con i danni che ciò provocherebbe ai contadini del tabacco e ai dipendenti dell’industria correlata.
I potenziali distruttori dell’uomo e del pianeta – armi, alcool, fumo, petrolio, fast food, cellulari – vengono proposti come tali, ma senza una condanna esplicita, lasciando noi che guardiamo il film liberi di trovare dare una interpretazione nostra.
6 settembre 2009 alle 03:41
hmm. interesting ))