Tentato furto

9 settembre 2006, sabato -- permalink

Giornata pesante, ritorno a casa da Milano e in stazione a Como Borghi il mio motorino non c’è.

Un deficiente (imbranato, per di più) ha tentato di fregarsi il mio scooter in pieno giorno, in pieno centro accidenti: con una vite ha fatto leva nel blocco dell’accensione, fino a romperlo per estrarlo. Si pensava d’essere riuscito a rompere anche il blocca sterzo, e invece no. Prova a trasportarlo, ma non ci riesce e me lo pianta per terra a 10 metri da dove l’avevo parcheggiato.

Note positive in questa pessima (per lo spavento, per il tempo perso, per il danno economico, per la demoralizzazione conseguente, per il fatto che è la seconda volta che tentano di rubarmi il motorino dopo essere riusciti due volte a rubarmi la bicicletta, maledetti) vicenda:

  • il personale della stazione di Como Borghi, che mi ha lasciato ricoverare per la notte il motorino nei loro locali e che la mattina seguente mi ha aiutato a trasportarlo sul camion del meccanico;
  • il meccanico, che la mattina seguente il fattaccio è venuto a prendersi il motorino senza farmi pagare l’uscita (avessi chiamato il carro attrezzi mi avrebbero pelata);
  • il carabiniere che ha raccolto la denuncia, genitilissimo e sollecito, la dimostrazione che davvero l’arma dei Carabinieri è la più vicina alla gente (poi magari nonè vero…quello che voglio dire è che costui inverava la credenza).

Mi è venuto da pensare che tutto potesse dipendere dal fatto che io ero una giovane donna (!) bisognosa di soccorso e loro uomini (giovani e non), ma è un pensiero sessista. Preferisco il secondo pensiero che m’è venuto, e che crede che si possa essere vicini gli uni agli altri in virtù semplicemente del nostro essere uomini, qui e ora.

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