Lavoro e tempo libero
1 settembre 2006, venerdì -- permalinkLeggo stamattina su una rivista qualunque un pensiero Zen che recita: Chi è maestro dell’arte del vivere distingue poco tra il lavoro e il tempo libero.
E’ un pensiero che mi è già capitato di fare (e parlo per me, che ho un lavoro autonomo): avrebbe più senso imparare a lavorare “meglio” – ottimizzare i tempi, i costi, imparare a conseguire con eleganza gli obbiettivi richiesti e magari quel qualcosa in più che rende un lavoro pregevole, ma con grazia, non con immersione sacrificale, adoperarsi per ottenere un equilibrio equo tra il tempo e le energie richieste per un lavoro e il compenso che verrà – che lavorare lavorare lavorare “tout-court” durante ogni giorno della settimana e anelare nel frattempo al tempo libero del sabato, della domenica e delle vacanze.
Ora, raggiungere questo equilibrio spetta a me (fossi dipendente spetterebbe ai sindacati, alla lungimiranza del datore di lavoro? Con quello che si vede in giro tra cocoprò e coccodé vien quasi da sorridere per quanto “lungimiranza del datore di lavoro” suona fuori dal tempo), ma devo fare i patti con l’educazione che mi porto appresso, che dice che: il lavoro ha una dignità in sé che prescinde da tutto quanto scritto lì sopra. O no?
Scrivi un commento